LA SCOPERTA DEL BENIN:

DSC00981La terra del Vodoun

Sono arrivato in Benin , dopo quasi otto anni di viaggi in Africa. ma è qui che ho trovato quello che cercavo.

Sul vodoun è stato detto tanto, non ripeterò. Basterebbe riguardare, ogni tanto, l’opera di Mauro Burzio, caro amico.

Mi fermo su dei ricordi di questo paese.

Il 10 Gennaio di ogni anno.

Su tutta la costa con il centro in Ouidah, si radunano sulle spiagge e nei monasteri voudun migliaia di praticanti e turisti.

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Il responsabile supremo, fa delle offerte al mare e alle divinità coinvolte nel rito. Su tutta la spiaggia ci sono gruppi che festeggiano, danzano, cantano, fanno processioni ed offerte.

Ho avuto occasione di partecipare ad una di queste.

Hounongan
Ho incontrato Hounongan sulla spiaggia, vicino al suo villaggio.IMGA3444

Si stava preparando per fare la cerimonia per le sue entità e marciare a piedi da casa sua per circa 3 chilometri, fino alla spiaggia.

A metà del  percorso ho incontrato la sua processione .

Un uomo enorme, vestito di bianco, rosso e nero che cantava sorridendo e scuotendo i suoi due amuleti nelle mani. Dietro di lui, tutti danzavano urlando e invocando le divinità per le quali si stavano recando alla spiaggia.

Donne, uomini, bambini tutti vestiti di bianco, gli uomini spesso a petto nudo. Tutti comunque scalzi.

Abbiamo cantato e celebrato la divinità del mare. Mamì watà.

Da quel giorno non ci siamo più separati.

IMGA3318Quando vado in Benin a casa sua, dove “lavora”, cioè dove riceve le persone che hanno bisogno.

Durante l’iniziazione, mi dice, ha chiesto il dono della guarigione e gli è stato concesso.

E’ cieco o meglio non vede le stesse cose che vedo io. Cammina, mangia, danza benissimo, beve, organizza.
È un eccellente guaritore.

La sua tecnica è basata sull’enorme fede che ha e che pratica tutti i giorni.

Anziano militare, faceva parte dei reparti di soccorso militare, decorato più volte. Ora in pensione sì dedica solamente le sue divinità. E’ molto conosciuto, in televisione, giornali, passaparola conosciuto sotto il nome di papà Zenecà dove Senecà Senecà vuol dire semplicemente “tutto e subito” oppure cme ama lui dire “Ambress ambress” che è un po’ il suo stile di guarigione che tende al miracolo.

Adiborishà

IMAG1211Ve lo presento brevemente: è nato nel 1934 in Benin Africa.Da subito all’interno di un villaggio al nord del Benin, vicino al reame di Ketu, ha seguito le orme della sua famiglia, nata e vissuta e cresciuta all’interno del culto tradizionale del vodoun Nagò. Durante la gioventù ha fatto un incontro eccezionale, un uomo francese bianco si aggirava per il suo villaggio con una macchina fotografica. Aveva  tutta l’intenzione di esplorare e di fotografare i culti e le cerimonie all’inetrno dei quali, lui Adiborishà, era nato .

Quest’uomo era Pierre Vergè, che si avventura nel territorio di Saketè per poterci lasciare una delle più importanti opere fotografiche del tempo. Adiborishà  gli si offrì per portare le sue borse e i suoi pesanti cavalletti, nella sua lunga ricerca

benin orisha iniziazione vodoun

Quel giovane continuò la sua carriera diventando deputato parlamentare e potendo partecipare alle riunioni diplomatiche più importanti del suo paese.IMAG1244

Fece parte di organizzazioni e fondazioni che lo hanno portato spesso a viaggiare: Europa, Cina, America

Solo dopo diversi anni, reincontrò Pierre Verger. Nel frattempo Adiborishà era diventato uno dei rappresentanti più importanti della società segreta hogbony che tuttora detiene il segreto del culto degli  Egungun e degli antenati.

Tutt’ora fa da consigliere a diversi nobili,  responsabili dei culti tradizionali del suo paese.

Mi ha accolto quel giorno sulla porta di casa, mentre fumava la sua pipa. Aveva un paio di jeans raccolti in basso e una camicia blu aperta davanti per l’afa. I piedi  scalzi, mi ha sorriso. Mi ha chiesto che cosa era venuto a fare a casa mia l’uomo bianco.  Io, imbarazzato, sceso dal motorino,  mi sono presentato dicendo che qualcuno mi aveva inviato da uno dei più saggi conoscitori del culto degli Orisha di tutto il paese.  Ho chiesto se per caso era lui.  Sorridendo , mi ha stato risposto che per il momento ero arrivato nella casa Adiborishà, accompagnandomi nel suo salotto.

benin orisha iniziazione vodounLì, tra divani di velluto fastidiosissimi per i 32 gradi che c’erano, mi ha accolto lanciandomi la sfida della cerimonia delle presentazioni. Si allontanò e ricomparve, subito dopo, con una tazza piena di acqua fresca ed una bottiglia di gin con sopra dei micro bicchieri.

Stava misurando il grado della conversazione, in base a come avrei accettato ritualmente il bicchiere, dimostrando di conoscere il copione cerimoniale.

Si vede che il copione di piacque e da allora la conversazione assunse subito toni di chi conosceva che entrambi di fronte avevamo due amanti e figli delle stesse divinità.IMGA1997

Dopo un paio di ore di conversazione, interrotte sola da preghiere, prosternazioni, invocazioni, canti  e tanto gin,  che il vecchio saggio si prodigava ad insegnarmi. Un momento interessante fu quando andò nella sua vecchia biblioteca e tiro fuori un libro impolverato schiacciato fra altri libri ingialliti rimasti sotto una busta piena di noci di cola.

Su quel libro c’era scritto Orixa e portava la firma di Pierre Vergè.IMAG1166

Né rimasi incantato:  gioco delle simmetrie. Pierre Vergè, uno dei primi antropologi bianchi che fu iniziato agli Orisha in Africa, esattamente al culto di Ifà. Difatti, da allora, il suo nome è Pierre Fatumbì Verger. il vecchio si iniziò dopo aver co  nosciuto questo maestro francese ed io da antropologo non potevo che essere onorato di essere in una casa africana a parlare di un francese che fu iniziato lì e che visse in Brasile dove praticava il culto all’interno del quale io sono stata iniziato.

Un triangolo 🔺 perfetto.

Cosa facciamo ora. Gli orisha sono Uno : unire ciò che sembra diviso

Oggi

Dopo anni in cui ho viaggiato per abitare ed ritrovare una cultura di riferimento, per riconoscermi in un credo, ed appartenere ad una eggregora, uno stile, una tradizione, mi sono fermato._MG_3878

Mi sono accorto che non serve andare tanto lontano. Mi sono anche accorto di avere tutto a disposizione esattamente dove sono.

Così ho iniziato ad unire quello che apparentemente è diviso dalla geografia, dalla cultura, dalla lingua.

Così succede che ho incontrato degli amici, oltre che dei sacerdoti di grande esperienza.

Siamo tutti interconessi

IMG-20150521-WA0017Così sono iniziati momenti di incontro cross culturali. Dove ognuno porta la propria conoscenza e tecnica.

Adesso in un solo pomeriggio ci può essere una capanna sudatoria che onora la tradizione Dakota, nella yurta un maestro di qui qong, che lavora sulla meditazione del fuoco, ed io che nello stesso giorno faccio una cerimonia per la semina per orisha Okò, entità dell’agricoltura e del principio della crescita. IMG-20150728-WA0003

Ci sono state cerimonie emozionanti quando assieme ad un responsabile del culto cubano, di quello brasiliano ed un Oluwo africano ci siamo guardati, per la prima volta, mentre cantavamo lo stesso canto e compivamo lo stesso gesto. Canto e gesto imparato in tre territori totalmente diversi geograficamente, nell’illusione della separazione.

Lo scopo

 Lo scopo è di riunire tutte le sue manifestazioni, di riunire le sponde di oceani ora distanziate da troppe chiusure, da secoli di paura, di dominazione, di imposizioni, di razzismo, di ignoranza, di persecuzioni, di indifferenza, di religioni.

_MG_3888Riunire le sponde di una diaspora che non è solo negra. Ma è la diaspora dello spirito del corpo, del sud dal Nord, dell’est dall’ovest.
Gli Orisha sono specchi che riflettono un unico raggio. Non ci sono reami né regni, non ci sono re, né corone, non ci sono limiti né patrie.
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Con questa visione, nessuno deve proteggere nulla, nessuno ruberà più i segreti di nessun altro, nessuno si chiuderà più nel proprio orto, perché dobbiamo creare un unico grande campo e coltivarlo tutti insieme.
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Il mondo è Uno
Immagino che il mondo che sia Uno, ritrovare quel codice anemico, primordiale, essenziale che può far parlare insieme anime ora distanti, solo perché all’interno di codici apparentemente diversi.
Lasciamo le nostre lingue per le lettere dell’alfabeto che le accomuna tutte.
Non ci chiederemo più dove hai imparato, ma cosa sai fare.
Il mondo è quello che raccontiamo
I nostri difensori sono gli Orisha, non abbiamo bisogno di guardiani, di sigilli, di lucchetti.IMAG1214
Uno spirito diverso, che non ha colori perché li prende tutti, che non abita a Cuba, che non abita in Africa, non in Brasile nè ad Haiti. Questo spirito non appartiene a nessuno, non c’è nessuna tradizione, nessun codice, nessuna iniziazione che arriva a carpirne il segreto più di un’altra. Tutto e adesso, quando prego per i miei antenati loro sono qui ora. La tradizione è adesso.
Adesso è il massimo momento di potere.
Ascoltare assieme il ribollire del sangue, il fremito della schiena, l’apparire dei segni, il tremore delle gambe ed accogliere in umiltà il messaggio divino incarnato._MG_3901
Invito a pregare come con le parole del cuore, per unirmi a chiunque voglia unirsi.

C.E.U de Pai Cipriano: Xirês Candomblé

http://umbandapuracymy2.blogspot.it/p/xires-candomble.html?m=1

Preghiere Orisha

Bellissima raccolta di Preghiere e Canti per gli Orisha.

http://paitandy.no.comunidades.net/index.php?pagina=1763232024

Lenda 67 do Livro Mitologia dos Orixás de Reginaldo Prandi

Logun Edè rouba segredos de Osalà Logunede era um caçador solitário e infeliz, mas orgulhoso.

Era um caçador pretensioso e ganancioso, e muitos os bajulavam pela sua formosura.
Um dia Oxalá conheceu Logun Edè e o levou para viver em sua casa sob sua proteção. Deu a ele companhia, sabedoria e compreensão.
Mas Logun Edè queria muito mais, queria mais.
E roubou alguns segredos de Oxalá. Segredos que Oxalá deixara à mostra, confiando na honestidade de Logun.
O caçador guardou seu furto num embornal a tiracolo, seu adô.
Deu as costas a Oxalá e fugiu. Não tardou para Oxalá dar-se conta da traição do caçador que levara seus segredos.
Oxalá fez todos os sacrifícios que cabia oferecer e muito calmamente sentenciou que toda a vez que Logun Edè usasse um dos seus segredos todos haveriam de dizer sobre o prodígio: “Que maravilha o milagre de Oxalá!”.
Toda a vez que usasse seus segredos alguma arte não roubada ia faltar.
Oxalá imaginou o caçador sendo castigado e compreendeu que era pequena a pena imposta.
O caçador era presumido e ganancioso, acostumado a angariar bajulação.
Oxalá determinou que Logun Edè fosse homem num período e no outro depois fosse mulher. Nunca haveria assim de ser completo. Parte do tempo habitaria a floresta vivendo de caça, e noutro tempo, no rio, comendo peixe. Nunca haveria de ser completo. Começar sempre de novo era sua sina. Mas a sentença era ainda nada para o tamanho do orgulho do Odè.
Para que o castigo durasse a eternidade, Oxalá fez de Logun Edè um orixà.

OLOGUN EDE

Adorato in territorio Ilesa in particolare nelle regioni del Ijesa, Iwo, Osogbo e Ede in Nigeria, questa divinità del pantheon Yoruba è considerato il principe di tutti gli Orishas, il più feroce di tutti i guerrieri, il più audace di tutti i cacciatori e il più bello di tutti gli Orishas.

Conosciuto nella tradizionale cubana, oltre che con il suo nome, come Laro o larooye, il suo culto a Cuba è scomparso, lasciando al contrario il suo culto molto vivo in Brasile in particolare nelle città di fiume e in Bahia.

Si afferma che qualunque sacrificio o richiesta che non può essere fatta ad un Orisha per mancanza della rappresentazione esoterico/materiale dello stesso,  può essere invece fatta dedicandola a questo Orisha, Orisha della bellezza e buona fortuna, figlio di Erinle e di Oshun Iponda; da Erinle ha ereditato il carattere focoso, l’arte della caccia, la conoscenza della medicina, la pazienza del pescatore e l’astuzia della caccia, così come da sua madre Oshun ha ereditato la bellezza, il potere dell’ attrazione e dell’incanto, la dolcezza, il potere della magia e la ricchezza.
A Cuba molti sempre lo invocano senza nemmeno sapere il suo vero nome: ” il figlio disperso di Oshun.”
Si dice anche che questo Orisha sia lo stesso Elegba Laroye di Oshun, così come quando alle vecchie olorishas veniva chiesto chi fosse Ologun ede, rispondevano: “Oshun, in altre parole, è la stessa Oshun, dicendo con questo che Ologun ede sarebbe quindi l’aspetto maschile di Oshun, dal momento che tutti gli Orishas Yoruba hanno la loro controparte maschile-femminile: così vediamo Olokun- Yemoja, Obatala-Oduwa, Osanyin-Aaja, Shango – ibanyin, Erinle-Abata, Sopona-Nana, Oshossi- Otin, Ahuero-Danda Ahuero, etc.

Questo Orisa ha altri nomi come Omo Alade (principe ereditario) o Oba Loge (appassionato di bei vestiti). A seconda delle sue qualità alcuni lo chiamano loci loci, oppure ibain, aro aro: questi sono nomi citati nelle sue canzoni per non menzionare il nome completo dell’Orisha. Comunemente è invocato chiamando Logun.

Il suo emblema sono cinque frecce in uno stesso arco che puntano verso l’alto e 8 foglie di alberi simbolo della conoscenza della medicina appesi sotto, tutti realizzati in puro bronzo.
Il suo Ileke è color turchese come Erinle e ambra come Oshun.
(Nel candomblé il suo ileke viene montato: 3 turchese e 3 ambra mentre tradizionalmente si monta 1 turchese e 1 ambra)
Nel Candomle si consegna con cinque otases, mentre tradizionalmente (cioè nel territorio nativo di culto in Nigeria) è realizzato con sette pietre più sette frecce di diverse dimensioni che sono collocate all’ interno del loro ajere in un modo molto particolare, contiene anche uno specchio e qualcuno in determinate occasioni mette anche una piccola bilancia di bronzo.
Si usano il corallo e l’oro.
Dentro il suo contenitore ha anche acqua, poiché si dice che questo Orisha vive un po’ nella foresta e un po’ nel fiume; e la sua presenza è visibile talvolta nella nebbia che copre le acque e la foresta all’alba.
Tutti i suoi accessori incantano tutti quelli che li vedono.
C’è un Pataki (oditakofeiyan) nella tradizione cubana dove si narra che quando Orunmila ha incontrato Ologun ede, nella sua forma femminile era una bella dama e il giorno dopo esserci stato a letto incontrò nella sua camera il bel giovane nel quale essa si era trasformata; a causa di questo Pataki qualcuno l’ha associato all’omosessualità, cosa in effetti non vera perché Orunmila aveva posseduto una donna.
Cioè egli è stato con Ologun ede in una delle sue fasi temporali, ma queste fasi sono ben definite, essendo 6 mesi uomo e 6 mesi donna mentre come è noto gli omosessuali hanno sempre lo stesso aspetto e non cambiano le loro preferenze sessuali.

Questo Orisha si chiama Orisha Meji, il solo Orisha ermafrodita del pantheon Yoruba; si tenga conto che essendo un ermafrodita gli si attribuisce di avere la virtù di entrambi i genitori, anche quella di essere un essere perfetto, ma in nessun caso potrebbe essere associato questo Orisha all’omosessualità come erroneamente è stato fatto in alcune aree dove è adorato in Brasile.
Essere ermafrodita non determina la sua omosessualità, ma la virtù di questo Orisha di essere come Elegba, cioè di potersi muovere fra due polarità diverse.
E’ considerato un Orisha bambino e a sua volta perfetto che controlla il collegamento centrale o neutro in qualsiasi unione o una formula risultante; è l’equilibrio della natura, l’energia del pendolo, l’equilibrio delle forze e dei pesi, l’azione e reazione, la forza centrifuga e la forza centripeta, l’oscillazione di energia tra le due polarità passando per il neutro, controlla l’esistenza e la dimensione tra vita e morte, tra Orun e Aye, è il fattore ibrido, è il dono dell’armonia, l’equilibrio dinamico, fisico e chimico, infine è l’Orisha del tutto bello e perfetto.
Questo Orisha nel Candomblé mangia animali maschi e femmine, mentre in alcune zone considerate tradizionali mangia solo animali maschi di tutti i tipi ma con la particolarità che egli sempre ne mangi dopo aver fatto i rispettivi sacrifici a Oshun.
Essendo un Orisha perfetto, non ammette errori nella gestione della sua oratoria, nei suoi sacrifici e rituali.
I suoi adimu tipici sono fatti a base di noce di cocco, dolci, miele, Itoro (zenzero bollito con melassa o zucchero di canna grattugiato), eko, ekuru, Olele, Mohin Mohin, Akasa di mais bianco, gin, shekete, epo, Akara, etc. Per manipolarlo ci si spalma su braccia e mani un po’ di ori.
Questo Orisha è legato alla interrelazione e l’unificazione tra uomo e donna, così come al simbolo dell’unificazione perduta tra awoses e Olorishas, dal momento che questo Orisha deve essere consacrato da Babalawos e Olorishas allo stesso tempo.
Questo Orisha è stato già introdotto nel nuovo mondo, ci auguriamo che la sua ricomparsa costituisca l’inizio della rinascita della tradizione cubana tramite l’associazione generale dei fedeli di cui c’è molto bisogno in questo momento, perché la nostra tradizione o diaspora come vogliono chiamarla i farisei e alcuni portabandiera:
“gli pseudo tradizionalisti del nuovo secolo non furono un nuovo progetto o qualcosa di creato a posteriori come moltissimi sono portati a credere, ma un (disegno) originale tanto quanto autoctono come tutti i suoi rami attuali, ma che sono scomparsi in Nigeria e la traccia è rimasta solo nel nostro emisfero, per la gioia e la gratificazione di chi parla la lingua spagnola. Le nostre radici rituali, i concetti non sono sbagliati, tutto è come Ologun ede…completamente perfetto.E perché tutti lo sappiano, il nostro Ifà è tanto africano, l’Ikin è tanto Yoruba come Orunmila stesso. Rendiamo omaggio a coloro che, nonostante la frusta, l’assalto dei cristiani, la perfidia della politica, e il passare di così tanti anni hanno continuato a ispirare noi con un Iboru Iboya ibosise grande come se stessi …”

Logun Edè è figlio di Oshossi Ybualamo e Oshun Yponda.

Nella parte maschile veste azzurro chiaro e in quella femminile giallo oro.
I suoi oggetti (IBA) sono sette piccole spade, gialle, e sette piccole foglie di Ofà, gialle; usa arco e freccia, ma anche ventaglio e una tromba.
I suoi animali sono: fagiani, canarino terreno, coniglio e pappagallino.
Logun non mangia: polli, galli, galline, cavie, armadilli e capre castrate.
Tutto di lui è doppio. Lui risponde solo piangendo
E’ la divinità delle acque dolci e del sottobosco.
Il suo saluto: LÒGÚN Ó AKOFÀ, significa: Egli è Logun, prendiamo l’arco e la freccia

Oriki Logun Edè

……Ganagana bi ninu elomi ninuA se okůn soro čsinsinTima li ehin yeye reOkansoso guduguOda di ohůnO ko ele pé li aiyaAla aiya rere fi owó kanAjoji de órun idi agbanAjongolo OkunrinApari o kilo ňkň tímotímoO ri gbá té sůn li eganO tó bi won ti ji re reA ri gbamu ojijiOgbon iyanu li ara eni iya ti n je O wi be se beSakoto abi ara fini Also in a Brazilian site…

Logun-ede Ganagana Bi Ninu Elomi Ninu
Um orgulhoso fica infeliz se um outro esteja contente

A Se Okùn Soro Èsinsin
É difícil fazer um corda com as folhas espinhosas da urtiga

Tima Li Ehin Yeye
Re Montado de cavalinho sobre as costas de sua mãe

Okansoso Gudugu
Ele é sozinho, ele é muito bonito

Oda Di Ohùn
Até a voz dele é agradável

O Ko Ele Pé Li Aiya
Não se coloca as mãos sobre o seu peito

Ala Aiya Rere Fi Owó Kan
Ele tem um peito que atrai as mãos das pessoas

Ajoji De Órun Idi Agban
O estrangeiro vai dormir sobre o coqueiro

Ajongolo Okunrin
Homem esbelto

Apari O Kilo Òkò Tímotímo
O careca presta atenção à pedra atirada certeiramente

O Ri Gbá Té Sùn Li Egan
Ele acha duzentas esteiras para dormir na floresta

O Tó Bi Won Ti Ji Re
Re Acordá-lo bem é o suficiente

A Ri Gbamu Ojiji
Nós somente o vemos e o abraçamos como se ele fosse uma sombra

Okansoso Orunmila A Wa Kan Mà Dahun
Somente em Orunmila nós tocamos, mas ele não responde

O Je Oruko Bi Soponna /Ele tem um nome como Soponna

Soro pe on Soponna e nià hun
É difícil alguém mau chamar-se Soponna

Odulugbese Gun Ogi Órun
Devedor que faz pouco caso

Odolugbese Arin Here Here
Devedor que anda rebolando displicentemente

Olori Buruku O Fi Ori Já Igi Odiolodi
Ele é um louco que quebra a cerca com a cabeça

O Fi Igbegbe Lù Igi Ijebu
Ele bate com seu papo numa árvore

IjebuO Fi Igbegbe Lú Gbegbe Meje
Ele quebrou sete papos com o seu papo

Orogun Olu Gbegbe O Fun Oya Li O
A segunda mulher diz ao papo para usar um pente (para desinchar o papo)

Odelesirin Ni Ki O Wá On Sila Kerepa
Um louco que diz que o procurem lá fora na encruzilhada

Agbopa Sùn Kakaka
Aquele que tem orquite ( inflamação dos testículos) e dorme profundamente

Oda Bi Odundun
Ele é fresco como a folha de odundun

Jojo Bi Agbo
Altivo como o carneiro

Elewa Ejela
Pessoa amável anteontem

O Gbewo Li Ogun O Da Ara Nu Bi Ole
Ele carrega um talismã que ele espalha sobre o seu corpo como um preguiçoso

O Gbewo Li Ogun O Kan Omo Aje Niku
Ele carrega um talismã e briga com o filho do feiticeiro dando socos

A li Bilibi Ilebe
Ele veste boas roupas

O Ti Igi Soro Soro O Fibu Oju Adiju
Com um pedaço de madeira muito pontudo ele fere o olho de um outro

Koro Bi Eni Ló O Gba Ehin Oko Mà Se Ole
Rápido como aquele que passa atrás de um campo sem agir como um ladrão

O Já Ile Onile bó ti re lehin
Ele destrói a casa de um outro e com o material cobre a sua

A Li Oju Tiri Tiri
Ele tem olhos muito aguçados

O Rí Saka Aje O Dì Lebe
Ele acha uma pena de coruja e a prende em sua roupa

O Je Owú Baludi
Ele é ciumento e anda “rebolando” displicentemente

O Kó Koriko Llehin
Ele recolhe as ervas atrás

O Kó Araman Lehin
Ele recolhe as ervas atrás

O Se Hupa Hupa Li Ode Olode Lo
Ele anda “rebolando” desengonçado para ir ao pátio interior de um outro

Òjo Pá Gbodogi Ró Woro Woro
A chuva bate na folha de cobrir telhados e faz ruído

O Pà Oruru Si Ile Odikeji
Ele mata o malfeitor na casa de um outro

O Kó Ara Si Ile Ibi Ati Nyimusi
Ele recolhe o corpo na casa e empina o nariz

Ole Yo Li Ero
O preguiçoso está satisfeito entre os passantes

O Dara De Eyin Oju
Ele é belo até nos olhos

Okunrin Sembeluju
Homem muito belo Ogbe Gururu Si Obè Olori
Ele coloca um grande pedaço de carne no molho do chefe

A Mò Ona Oko Ko Nló
Ele conhece o caminho do campo e não vai lá

A Mo Ona Runsun Rdenreden
Ele conhece o caminho runsun redenreden

O Duro Ti Olobi Kò Rà Je
Ele está ao lado do dono dos obi e não os compra para comer

Rere Gbe Adie Ti On Ti Iye
O gavião pega o frango com as penas

O Bá Enia Jà O Rerin Sún
Ele briga com qualquer um e ri estranhamente

O Se Adibo O Rin Ngoro Yo
Ele tem o hábito de andar como a um bêbado que bebeu

Ogola Okun Kò Ka Olugege Li Òrùn
Sessenta contas não podem rodear o pescoço de um papudo

Olugege Jeun Si Okurú Ofun
O papudo come no inchaço de sua garganta

O Já Gebe Si Orún Eni Li Oni
Ele quebra o papo do pescoço daquele que o possui

O dahun agan li ohun kankan
Ele dá rapidamente crianças às mulheres estéreis

O Kun Nukuwa Ninu Rere
Ele guarda seus talismãs numa pequena cabaça

Ale Rese Owuro Rese /
A noite coisa sagrada, de manhã coisa sagrada /

Ere Meji Be Rese
Duas vezes assim coisa sagrada

Koro Bi Eni
Lo Rápido como alguém que parte

Arieri Ewo Ala
A proibição do pássaro branco é o pano branco

Ala Opa Fari
Ele mexe os braços fantasiosamente

Oko Ahotomi
Marido de Ahotomi

Oko Fegbejoloro
Marido de Fegbejoloro

Oko Onikunoro
Marido de Onikunoro

Oko Adapatila
Marido de Adapatila

Soso Li Owuro O Ji Gini Mu Òrún
Bem desperto, ele acorda de manhã já com o arco e flecha no pescoço

Rederede Fe O Ja Kùnle Ki Agbo
Como um louco ele se debate para colocar os joelhos no chão, como o carneiro

Oko Ameri Èru Jeje Oko Ameri
Marido de Ameri que dá mêdo

Ekùn O Bi Awo Fini
Leopardo de pele bonita

Ogbon Iyanu Li Ara Eni Iya Ti Nje
Ele expulsa a infelicidade do corpo de alguém que tem infelicidade

O Wi Be Se Be
Orgulhoso que possui um corpo muito belo

Sakoto Abi Ara Finià
Assim ele diz e assim ele faz OLOGUN EDE

Pa npa bi asa, asode bi ologbo, o takiiti lori iroko fenu gbe gba ebo, abikehin yeye tii yo gbogbo omo omi lenu ….
rapido como el halcon, el que caza como un gato, el que con un salto desde el arbol iroko atrapa el sacrificio con su boca, es el ultimo de los nacidos de la madre(oshun) la que se regocija con todos los hijos en las aguas…