Che cos’è un iniziato. Conversando con uno spirito

Ma che cosa è un iniziato?
Un iniziato è quella persona che sa che tutto passa. Che tutto è Esperienza. Che non forza. Sa che ogni cosa è manifestazione della sua interiorità. Sa che il mondo è specchio. E per questo sa come fare silenzio contro l’ipocrisia. Perché sa che la contraddizione che vede fuori sono quelle che ha dentro. Il dolore che attraversa è solo un effetto della crescita. Il prezzo che paga spesso è la sensazione di solitudine.

Ma quindi non ci si deve iniziare?
Ricorda questo: il vero trono è ciò che senti dentro. Una volta che senti di poter sedere sul tuo trono interiore, sei sovrano !

È quindi Tutto il resto?
È solo una buffa rappresentazione fatta da tristi attori dilettanti.

Quindi bisogna avere speranza?
La speranza è la proiezione dello schiavo. L’intenzione è la forza dell’iniziato.

E tutto il lavoro che si fa? Le offerte? I bagni?
Dare semplicemente da mangiare ai santi, ed osservare obbedienza cieca nei lavori rituali, non serve a nulla.
Il vero lavoro interiore è l’unica cosa che manca nei terreiros. Esso si esprime tramite le cerimonie. Abbracciare è una cerimonia. La differenza tra un’abitudine e una cerimonia è solo la presenza. Nutrire i santi senza consapevolezza serve ai santi, non agli uomini. Il culto non è un supermercato dove dai e poi ottieni. Dove non devi essere biasimato, dove gli dei ti puniscono se non fai, se non sei, se non puoi, perché non devi.
Quando un culto è basato sulla paura e sulla colpa è solo un sistema di conservazione sociale come un altro.
Non ha alcuna finalità evoluzionistica, è solo conservativo e addormentante.
Questo è tutto un retaggio di chi ha creato le Chiese.

Ma quindi non dobbiamo temere? Rispettare?
Solo a un livello molto basso, l’iniziato crede ancora che dovrebbe avere paura degli dei e prega per non avere paura, si sente in colpa se fa sesso e non beve solo perché qualcuno lo impedisce. Questa è la stessa condizione di un tossicodipendente all’interno di una comunità di recupero.

Che cos’è la preghiera?
In un livello superiore, la preghiera è un atto di creazione del proprio mondo, una forza faraonica per costruire le piramidi della vita, cioè qualcosa che altri (coloro che rimangono a livello di schiavi) dicono che è impossibile.

È impossibile solo per coloro che credono ancora che qualcuno debba dirti come vanno le cose, cosa fare e cosa non fare. Questi sono guaritori malati.

Ma l’ego?
Sempre ad un livello molto basso l’iniziato crede di diventare migliore quando si inizia, in realtà, l’unica cosa che accade è che sostituisce la propria vulnerabilità con un ego gonfiato dal rito esotico. Ha dimenticato che è proprio la brama di essere migliore a condannarlo.
Il sovrano ha capito che ci vuole molto più coraggio nel mostrare interamente la propria vulnerabilità che mostrare la corazza egoica ingrassata di parole africane e rituali pseudoinventati.

Non capisco che cos’è un iniziato allora…
Il vero senso dell’iniziazione è ricordare e costruire guerrieri, non grassi uomini obbedienti. Per questo ci sono già altre religioni.

Ricatto, menzogne, manipolazione sono i dispositivi del povero ignorante, strumenti raffinati ed educati dal pensiero dominante.

I veri iniziati sono persone che sanno che al di fuori di loro non c’è nulla, che tutto è proiezione, che la colpa non esiste, che non è vero che sei triste perché il mondo è brutto. Ma esattamente il contrario. Il mondo è brutto perché tu sei triste!
Nulla esiste fuori dalla propria percezione, e questa dipende dalle proprie credenze.
È sufficiente cambiarle per cambiare il mondo.

Ma non posso chiedere di arricchirmi, di migliorarmi, di stare meglio?

La povertà prima di tutto di spirito, è una malattia e come tale dovrebbe essere affrontata. La povertà è prima verso l’interno, poi verso l’esterno. Siamo faraoni perché abbiamo lo stesso potere di costruire piramidi interne. Cioè, costruire qualcosa che altri dicono sia impossibile.
Per questo siamo guerrieri non schiavi delle nostre paure mentali. Ricordati chi sei. Sei un Sovrano.

Mi lascia..

LA SCOPERTA DEL BENIN:

DSC00981La terra del Vodoun

Sono arrivato in Benin , dopo quasi otto anni di viaggi in Africa. ma è qui che ho trovato quello che cercavo.

Sul vodoun è stato detto tanto, non ripeterò. Basterebbe riguardare, ogni tanto, l’opera di Mauro Burzio, caro amico.

Mi fermo su dei ricordi di questo paese.

Il 10 Gennaio di ogni anno.

Su tutta la costa con il centro in Ouidah, si radunano sulle spiagge e nei monasteri voudun migliaia di praticanti e turisti.

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Il responsabile supremo, fa delle offerte al mare e alle divinità coinvolte nel rito. Su tutta la spiaggia ci sono gruppi che festeggiano, danzano, cantano, fanno processioni ed offerte.

Ho avuto occasione di partecipare ad una di queste.

Hounongan
Ho incontrato Hounongan sulla spiaggia, vicino al suo villaggio.IMGA3444

Si stava preparando per fare la cerimonia per le sue entità e marciare a piedi da casa sua per circa 3 chilometri, fino alla spiaggia.

A metà del  percorso ho incontrato la sua processione .

Un uomo enorme, vestito di bianco, rosso e nero che cantava sorridendo e scuotendo i suoi due amuleti nelle mani. Dietro di lui, tutti danzavano urlando e invocando le divinità per le quali si stavano recando alla spiaggia.

Donne, uomini, bambini tutti vestiti di bianco, gli uomini spesso a petto nudo. Tutti comunque scalzi.

Abbiamo cantato e celebrato la divinità del mare. Mamì watà.

Da quel giorno non ci siamo più separati.

IMGA3318Quando vado in Benin a casa sua, dove “lavora”, cioè dove riceve le persone che hanno bisogno.

Durante l’iniziazione, mi dice, ha chiesto il dono della guarigione e gli è stato concesso.

E’ cieco o meglio non vede le stesse cose che vedo io. Cammina, mangia, danza benissimo, beve, organizza.
È un eccellente guaritore.

La sua tecnica è basata sull’enorme fede che ha e che pratica tutti i giorni.

Anziano militare, faceva parte dei reparti di soccorso militare, decorato più volte. Ora in pensione sì dedica solamente le sue divinità. E’ molto conosciuto, in televisione, giornali, passaparola conosciuto sotto il nome di papà Zenecà dove Senecà Senecà vuol dire semplicemente “tutto e subito” oppure cme ama lui dire “Ambress ambress” che è un po’ il suo stile di guarigione che tende al miracolo.

Adiborishà

IMAG1211Ve lo presento brevemente: è nato nel 1934 in Benin Africa.Da subito all’interno di un villaggio al nord del Benin, vicino al reame di Ketu, ha seguito le orme della sua famiglia, nata e vissuta e cresciuta all’interno del culto tradizionale del vodoun Nagò. Durante la gioventù ha fatto un incontro eccezionale, un uomo francese bianco si aggirava per il suo villaggio con una macchina fotografica. Aveva  tutta l’intenzione di esplorare e di fotografare i culti e le cerimonie all’inetrno dei quali, lui Adiborishà, era nato .

Quest’uomo era Pierre Vergè, che si avventura nel territorio di Saketè per poterci lasciare una delle più importanti opere fotografiche del tempo. Adiborishà  gli si offrì per portare le sue borse e i suoi pesanti cavalletti, nella sua lunga ricerca

benin orisha iniziazione vodoun

Quel giovane continuò la sua carriera diventando deputato parlamentare e potendo partecipare alle riunioni diplomatiche più importanti del suo paese.IMAG1244

Fece parte di organizzazioni e fondazioni che lo hanno portato spesso a viaggiare: Europa, Cina, America

Solo dopo diversi anni, reincontrò Pierre Verger. Nel frattempo Adiborishà era diventato uno dei rappresentanti più importanti della società segreta hogbony che tuttora detiene il segreto del culto degli  Egungun e degli antenati.

Tutt’ora fa da consigliere a diversi nobili,  responsabili dei culti tradizionali del suo paese.

Mi ha accolto quel giorno sulla porta di casa, mentre fumava la sua pipa. Aveva un paio di jeans raccolti in basso e una camicia blu aperta davanti per l’afa. I piedi  scalzi, mi ha sorriso. Mi ha chiesto che cosa era venuto a fare a casa mia l’uomo bianco.  Io, imbarazzato, sceso dal motorino,  mi sono presentato dicendo che qualcuno mi aveva inviato da uno dei più saggi conoscitori del culto degli Orisha di tutto il paese.  Ho chiesto se per caso era lui.  Sorridendo , mi ha stato risposto che per il momento ero arrivato nella casa Adiborishà, accompagnandomi nel suo salotto.

benin orisha iniziazione vodounLì, tra divani di velluto fastidiosissimi per i 32 gradi che c’erano, mi ha accolto lanciandomi la sfida della cerimonia delle presentazioni. Si allontanò e ricomparve, subito dopo, con una tazza piena di acqua fresca ed una bottiglia di gin con sopra dei micro bicchieri.

Stava misurando il grado della conversazione, in base a come avrei accettato ritualmente il bicchiere, dimostrando di conoscere il copione cerimoniale.

Si vede che il copione di piacque e da allora la conversazione assunse subito toni di chi conosceva che entrambi di fronte avevamo due amanti e figli delle stesse divinità.IMGA1997

Dopo un paio di ore di conversazione, interrotte sola da preghiere, prosternazioni, invocazioni, canti  e tanto gin,  che il vecchio saggio si prodigava ad insegnarmi. Un momento interessante fu quando andò nella sua vecchia biblioteca e tiro fuori un libro impolverato schiacciato fra altri libri ingialliti rimasti sotto una busta piena di noci di cola.

Su quel libro c’era scritto Orixa e portava la firma di Pierre Vergè.IMAG1166

Né rimasi incantato:  gioco delle simmetrie. Pierre Vergè, uno dei primi antropologi bianchi che fu iniziato agli Orisha in Africa, esattamente al culto di Ifà. Difatti, da allora, il suo nome è Pierre Fatumbì Verger. il vecchio si iniziò dopo aver co  nosciuto questo maestro francese ed io da antropologo non potevo che essere onorato di essere in una casa africana a parlare di un francese che fu iniziato lì e che visse in Brasile dove praticava il culto all’interno del quale io sono stata iniziato.

Un triangolo 🔺 perfetto.

Oshoguian e Osholufan

Articolo di presentazione della storia e della mitologia di Oshoguian e Osholufan.

http://toluaye.wordpress.com/2008/04/26/historia-lenda-e-mitologia-dos-orishas-oguian-e-oshalufan/

The ori – Ifa Foundation International

Spiegazione sul significato e  sulle funzioni di Orì.

the ori – Ifa Foundation International:

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AYANMO’, ‘AKUNLEYAN’, ‘AKUNLEGBA’, ‘KADARA’ AND ‘AKOSILE’ AS BELIEVED BY THE YOURUBA

Concetti sulle personalità umane nella tradizione yoruba.

CONCEPT OF HUMAN PERSONALITY; ‘AYANMO’, ‘AKUNLEYAN’, ‘AKUNLEGBA’, ‘KADARA’ AND ‘AKOSILE’ AS BELIEVED BY THE YOURUBA | Uchenna Izuogu – Academia.edu:

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Vodoun

Una panoramica completa sul Vodoun, dalle origini ad oggi.

Vodoun

Le Verità di Ifa

LE VERITA’ DI IFA

  1. Questo Universo è benevolo.
  1. Non è necessario avere paura.
  1. C’è solo una Forza Creativa – Dio!
  1. Non esiste nessun diavolo.
  1. E’ vostro diritto di nascita essere giovani, di successo e amati.
  1. Il cielo è “casa” e la Terra “mercato”. Siamo in costante comunicazione tra i due.
  1. Tu sei letteralmente parte dell’universo, non solo in senso figurato.
  1. Il tuo carattere determina il risultato.
  1. La Supremazia è male.
  1. Non devi MAI desiderare o fare del male a un altro essere umano.
  1. Non devi MAI danneggiare l’universo di cui sei parte.
  1. Non devi avere nessun tipo di discriminazione.
  1. La diversità è il segno distintivo della creazione di Olodumare – Dio.
  1. Tu scegli il tuo Destino e il tuo Orisha Guardiano.
  1. L’ Oracolo fornisce la mappa del cammino per il tuo Destino.
  1. I tuoi obiettivi sono: Equilibrio, Crescita e Saggezza.

Fonte: Ibualama