STORIE DI ESHù

LA TESTA DEL GRANCHIO

Quando il mondo fu creato, nessun animale possedeva una testa.
Tuttavia, Olofin aveva promesso che un giorno, tutti sarebbero stati proporzionati con le teste, ma, siccome si trattava di un grande numero di pretendenti, non era stata prevista una data per la consegna.

In realtà tutti aspettavano con ansia il momento in cui poter sfilare esibendo belle teste, dotate, secondo ciò che si diceva, di occhi, bocca, orecchie e tutto il resto che compone una testa vera e bella.

In quella epoca il granchio era un buon indovino e viveva di questa attività.
Tutti gli insetti della regione erano suoi clienti e lui era orgoglioso di non aver mai fallito una previsione.

Il granchio cultuava Exu, del quale era molto intimo e con il quale divideva, di buon grado, tutto quello che riceveva nella sua funzione di indovino.
Per questo rimaneva sempre molto ben informato di tutto ciò che accadeva tanto come in Aye, quanto nell’Orun.

Sappiamo, con certezza, che Exu sosteneva il dono di indovino del granchio.
Un bel giorno, di mattina presto, Exu era a casa dell’amico per dargli la grande e tanto sperata notizia: il giorno seguente Olodumare, che non sopportava più tanti reclami, avrebbe distribuito teste tra gli animali.

C’era però un piccolo problema: il numero delle teste esistenti, non erano sufficienti per rispondere alla richiesta di tutti, e per questo motivo, gli ultimi ad arrivare nell’Orun, sarebbero rimasti senza testa.

“Non raccontare a nessuno quello che ti sto rivelando.
Cerca di arrivare per primo e cosi potrai scegliere la testa migliore che sarà disponibile. Poi potrai diffondere la notizia tra tutti.” Disse Exu al granchio.

Ora, come già sappiamo, il granchio era molto riconosciuto per la sua fama di indovino e così, non si sa se per deformazione professionale o per semplice vanità, appena Exu fu andato via, andò bussando di porta in porta, diffondendo la buon notizia ed essendo per questo, ricompensato con molti beni dai vicini.

Confuso da tanti regali, camminava più lentamente, ma non si sarebbe fermato fino a quando l’ultimo degli insetti non fosse stato avvisato.
Gli animali, una volta saputa la novità, abbandonavano immediatamente quello che stavano facendo e correvano nell’Orun, alla cui porta si era già formata una fila immensa.

La confusione era talmente grande che codici furono distribuiti affinché l’ordine di arrivo fosse rispettato, considerando che qualche ritardatario, usando la forza, tentava di saltare la fila.

Solamente dopo essere tornato a casa, dove posò i regali che aveva ricevuto in cambio dell’informazione, il granchio, dopo aver fatto un bel bagno, fu disposto ad andare a cercare la sua testa.

Tuttavia, quando finalmente arrivo nell’Orun, era troppo tardi, e non c’era più neanche una testa, e cosi per non aver saputo mantenere un segreto, il nostro eroe fu privato della testa.

Arrabbiato e deluso per l’atteggiamento dell’amico, Exu rifiutò, per sempre, di aiutarlo nell’ufficio di indovino, e demoralizzato e triste, il granchio si rinchiuse nella palude dove vive tutt’oggi nel fango e…senza testa naturalmente!

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