Perché

Massà é il capo dei guaritori tradizionali nel villaggio di Dollò Toundhiá.

È un saggio uomo molto rispettato per la sapienza delle sue cure, è uno specialista in foglie, un erborista diremmo. Vive di agricoltura e allevamento.

Ha un suo oracolo, fa una anamnesi, a suo modo, poi prepara il composto e somministra la cura.

Prende a carico il malato che si presenta in corte, quindi non lavora nei campi.

Non può rifiutarsi di curare perché è credenza che se nasci guaritore non puoi esimerti e devi farlo gratuitamente.

Maman si chiama Larba. È la sposa di Massà.

È l’unica donna che le ho visto portare in grembo due nipoti, uno davanti e uno di dietro, aveva una sessantina d’anni, allora, e poi, non contenta, ha caricato una cesta zeppa di mango che le hanno poggiato in testa due uomini, per andare a venderla al mercato. Una elefantessa.

Lei aiuta il marito in tutto.
È lei che comanda in corte, come nelle migliori situazioni matriarcali. Anche lei, quando il malato entra in corte, sospende le attività.

Ma é sempre stato così? Noooooooooo.
Nel 1996 al villaggio per tre cauri ti davano una marlboro!
Questo per dire quanto il baratto, il prestito e lo scambio li ha tenuti lontani dal denaro.
Quindi il guaritore aveva in cambio cibo e altri riconoscimenti materiali dagli assistiti.

Oggi invece anche il guaritore è costretto a vendere il suo grano per avere soldi per la semina o altri strumenti che possono essere solo acquistati con denaro. Prima di tutto il concime e poi l’istruzione, i servizi sanitari ecc.

Sopperire alla necessità della scuola o didattiche o sanitarie è il miglior modo per poter garantire la conservazione della cultura fitoterapia dei guaritori del villaggio di Dollò.

C’è bisogno di persone che mi aiutino ad adottare l’intero villaggio.

Grazie.