Chi

Mi chiamo Luca D’Amico, in Benin, Olobokam Aboni Aroni, in Burkina Faso al villaggio di Dollò ‘Siè’ = primo figlio bianco.

Mi sono innamorato prima dell’antropologia e poi delle culture che da antropologo avrei dovuto osservare. L’ Africa.



Ho viaggiato, studiato, sopportato, goduto nei paesi della Africa sub sahariana. In particolare della zona della cosiddetta Route des Esclaves, tra i territori del Burkina Faso, del Togo, Ghana, Benin, Nigeria.
Mi sono innamorato di queste terre nel 2001. Anche se era già diversi anni che andavo in Africa. 1996: Recita il vecchio e mio primo passaporto.

Anche se adesso vivo in Italia, non ho mai abbandonato quelle culture, anzi le ho reincrociate, nelle terre della dispora nera, che poi ho visitato: Brasile. E Cuba.

Mi sono ritrovato talmente immerso nella cultura afrodiscendente, e alla fine l’ho scelta come metafora per molte cose fino a oggi.

Ho scelto il punto di vista dei culti alla divinità ancestrali.
Ho visto praticare e che sto imparando a farlo sempre meglio.
L’aver scelto di appartenere a questo mondo, a questa terra, mi ha dato un punto di vista su culture e tradizioni, su priorità e illusioni, su gioia e dolore che naturalmente, come tutti, attraverso.

È anche grazie a questo che posso attraversare, le terre manageriali delle multinazionali (il mio mestiere) riportando dentro un equilibrio, frutto, delle immagini sempre vive di mondi contrastanti.