LÓGUN, IL PESCATORE INCANTATO

Adolescente di volontà proprie; pesce dorato che tutti affascina;freccia leggera che sorprende; Lógunède, la divinità incantata.

Lógun è il figlio della bellezza. Giovane frutto nato dall’amore tra Erinlẹ̀ e Ìpọ̀ndá, nasce sulla riva del fiume, patrimonio e talento dei genitori. Lógun è cacciatore come il Padre, Ode; Signore dei segreti dell’ acqua dolce come la madre, Ọ̀ṣùn.

Volenteroso, libertario, Lógun è nella ribellione adolescenziale, nelle domande che ci fanno pensare.

Nessuno domina Lógun. Per farlo, è necessario sedurlo, prenderlo in una rete di amore, affetto e rispetto.

La bellezza lo attira. Lógun è nel bagliore dorato, nell’incanto delle acque, nell’intelligenza arguta del cacciatore.

Danza felice, ricevendo sorrisi da chi può apprezzarlo.  Lógun è l’allegria spensierata dei giovani, è il bambino che diventa adulto, è l’adulto che ama essere bambino.

Non c’è qualcuno che non si appassioni a lui, non c’è chi non lo protegga.

Dolce, affettuoso, capriccioso. E ‘la tenerezza sdolcinata che ammorbidisce la roccia. Figlio provocatore, ma capace di affascinare i cuori.

Lógunède, o Lógun è la ribellione costruttiva, il fastidio creativo, l’ampiezza del volo.
Quando questi sentimenti sorgono in noi, Lógunède ci benedice. Lò sí, lò sí! (Lo reverenziamo in questo momento!). Olúwà o!! (Oh, Maestro!), Signore dell’ amore filiale!

Fonte: Serie “ORIXA – CASA DE OXUMARE”

Oriki e eredità di Logunedè

“Olóode pa eron olóodò è pejá”
Signore della caccia, Signore del fiume e pescatore.

Da Osun sua madre ha ereditato il lato bello caparbio, vanitoso.
Osun fa uso del suo dono seducente per soddisfare l’ambizione di essere la più ricca e la più venerata, Dea della fertilità, in Nigeria è suo il fiume che porta il suo nome e in Brasile sono sue le acque dolci dei laghi, le sorgenti e i fiumi.
L’acqua disseta gli esseri umani e la terra, che diventa così feconda e fornisce cibo essenziale per la vita.
Osun ragazza timida, poi donna irresistibile e infine signora protettiva.
Osun ha sempre una forte personalità, non accetta di essere messa in secondo piano, affermandosi in tutte le circostanze della vita.
Con i suoi attributi, lei schiva tutti gli ostacoli pur di soddisfare i suoi desideri.

Da Ibualamo suo padre ha ereditato il dono della caccia;
Ibualamo è della famiglia degli Odè (cacciatori) e i suo simboli sono bilála ,oguè e ofá.
Ibualamo è la rappresentazione dello sviluppo dell’uomo, conosce i segreti della caccia, ed è anche simbolo di prosperità e di formazione delle comunità.
Ibualamo cerca il cibo con coraggio ed è considerato il guerriero dei boschi, coraggioso, virile e Logun-Ode ha queste caratteristiche: è un Orisha guerriero, ma la sua caratteristica guerriera non è intesa nel senso fisico del termine, ma è riferita alla lotta per la salvaguardia del creato.

Racconta un antico Itan che tutti gli Orisa erano riuniti in un villaggio, e improvvisamente iniziò a piovere molto e la terra cominciò ad affondare provocando grande panico.
Ognuno cercò di far sollevare la terra nuovamente, ma nessuno ci riuscì, e infine venne chiamato un giovane cacciatore, Logun-Ode, che utilizzando un potere ereditato da sua madre Osun, intonò un Oriki: ““AWO NBE O, AWO NBE O….ARA NBE O, ARA NBE O “.
Qui l’iniziato, il forte, il misterioso, qui accade il miracolo.
Toccando il suolo con la sua spada e il suo bastone, la terra cominciò a sollervarsi nuovamente per tornare nella sua posizione originaria, e da quel momento Logun-Ode venne riconosciuto come un grande capo guerriero osiwaju tra gli Orishas.

CARATTERISTICHE DEI FIGLI DI LOGUN-EDÉ

Sono persone di estremo charme e carisma, hanno molti amici e ammiratori.
Provano grande compassione per le persone che soffrono e cercano sempre di aiutarle.
La sincerità è la loro miglior virtù, ma si irritano facilmente.
Basta contrariarli che la loro rabbia appare, e la manifestano molte volte perdendo il controllo delle proprie azioni, impiegando molto tempo a calmarsi.
Sono perfezionisti, e vogliono tutto a modo loro.
Non ammettono errori da parte delle altre persone.
Agiscono spesso d’impulso, sfruttando appieno tutto ciò che la vita offre.
Sono molto curiosi ed intelligenti.
In generale, quando sono bambini amano smontare i propri giocattoli per vedere come sono fatti; in età adulta hanno il dono di percepire l’intimo delle persone.
I figli di Logun sono molto interessati a imparare e vivere nuove esperienze.
Così come il loro Orisha, si adattano a tutti i tipi di ambiente e sanno sempre come comportarsi in ogni situazione.
Hanno una caratteristica curiosa, che spesso si feriscono alle estremità delle mani, dei piedi e della testa.

Giorni della settimana: giovedì e sabato
Colori: turchese e giallo oro
Domini: argini dei fiumi, zone umide, cascate, ruscelli, boschi e foreste
Offerte/Cibi: polenta di mais con cocco, mais cotto con fagioli dall’occhio.

Logun e la dualità sessuale

Questo Orisha viene erroneamente associato alla dualità sessuale.
Molti studiosi a conferma della tesi affermano che Logun vive sei mesi come uomo, come suo padre Odé, e gli altri sei mesi diventa una donna, come sua madre Oxun.

Logun è una divinità sovrana, e non subisce cambiamenti di sesso: gli Orisha sono avanti anni luce rispetto a queste questioni umane.
In realtà, questo Orisha ha libero accesso ai due “regni”, e può acquisire le conoscenze di entrambi.
Può adattarsi facilmente agli ambienti più svariati, agendo e comportandosi in modi diversi a seconda della situazione.
Ha ereditato anche molte delle caratteristiche dei suoi genitori, come la capacità di cacciare, di ottenere fortuna, fascino e bellezza, ed è anche una grande conoscitore della magia, come sua madre.
In aggiunta a questi attributi, è anche responsabile della fertilizzazione del terreno attraverso l’irrigazione, contribuendo così all’agricoltura.

Questo Orisha ha molta ricchezza e saggezza, non ammette l’imperfezione nelle offerte e nei rituali a lui dedicati.
Ha un aspetto dolce e calmo ma se viene contrariato, diventa pieno di rabbia.
Un’altra caratteristica di Logun è quella di curare la sofferenza degli altri, distribuendo ricchezza e cibo a coloro che non ne hanno.
I suoi oggetti sono l’Abebè e l’Ofà.
Il suo simbolo è una bilancia, che rappresenta l’equilibrio.
Questo Dio, si dice in Africa, ha avversione per gli abiti rossi o marroni: nessuno dei suoi seguaci oserebbe usare quei colori nel proprio abbigliamento.
Il turchese però sembra avere la sua approvazione.

[[ Lenda 66 do Livro Mitologia dos Orixás de Reginaldo Prandi ]

Logum Edé é possuído por OxóssiLogum Edé era filho de Oxum e Oxóssi, mas, abandonado pela mãe, fora criado por Oiá.

Logum Edé não se dava muito bem com o pai, que era demasiadamenete rude com o menino, mas gostava muito da companhia da mãe de sangue.

Como Oxum vivia no palácio das iabás, as rainhas de Xangô, onde homem era proibido de entrar, sob ameaça de morte, Logum Edé, para visitar a mãe, vestia-se com os trajes deela e lá passava dias e dias disfarçado na companhia da mãe e das demais mulheres, que o cobriam de gentilezas.

Um dia houve uma grande festa no Orum e todos os orixás compareceram com suas melhores roupas.
Logum Edé, contudo, não tinha roupas apropriadas, pois habitava o mato na beira do rio, como um pescador e caçador que de fato era, e como tal rudemente se vestia. Desejando demais comparecer à festa, Logum lembrou-se das roupas da mãe com que se disfarçava. Assim, foi ao palácio e roubou um belo traje de Oxum, vestiu-se e foi à festa como os demais. Todos ficaram muito admirados com sua beleza e elegância. “Quem é aquela formosura tão parecida com Oxum?”, perguntavam.

Ifá, que era muito curioso, chegou bem perto de Logum Edé e levantou o filá de contas que escondia o rosto do rapaz. Logum Edé ficou desesperado, pois logo todos saberiam de sua farsa. Saiu então correndo do salão para esconder-se na floresta.

Foi quando Oxóssi o avistou e o seguiu, sem o reconhecer. Oxóssi encantou-se com sua beleza e o perseguiu mata adentro. E, junto do rio, quando o cansaço venceu Logum Edé e ele caiu, Oxóssi atirou-se sobre ele eo possuiu.

Olóode pa eron Olóodò è pejá (Senhor da Caça, Senhor do Rio e Pescador)

Logunede ganha domínio dado por Olorun No início dos tempos, cada orixá dominava um elemento da natureza, não permitindo que nada, nem ninguém, o invadisse.
Guardavam sua sabedoria como a um tesouro. É nesse contexto que vivia a mãe das água doces, Osun, e o grande caçador Odè.
Esses dois orixás constantemente discutiam sobre os limites de seus respectivos reinados, que eram muito próximos. Odè ficava extremamente irritado quando o volume das águas aumentavam e transbordavam de seus recipientes naturais, fazendo alagar toda a floresta.
Osun argumentava, junto a ele, que sua água era necessária à irrigação e fertilização da terra, missão que recebera de Olorun.
Odè não lhe dava ouvidos, dizendo que sua caça iria desaparecer com a inundação. Olorun resolveu intervir nessa guerra, separando bruscamente esses reinados, para tentar apaziguá-los. A floresta de Odè logo começou a sentir os efeitos da ausência das águas. A vegetação, que era exuberante, começou a secar, pois a terra não era mais fértil. Os animais não conseguiam encontrar comida e faltava água para beber. A mata estava morrendo e as caças tornavam-se cada vez mais raras. Odè não se desesperou, achando que poderia encontrar alimento em outro lugar.
Osun, por sua vez, sentia-se muito só, sem a companhia das plantas e dos animais da floresta, mas também não se abalava, pois ainda podia contar com a companhia de seus filhos peixes para confortá-la.
Odè andou pelas matas e florestas da Terra, mas não conseguia encontrar caça em lugar algum. Em todos os lugares encontrava o mesmo cenário desolador. A floresta estava morrendo e ele não podia fazer nada.
Desesperado, foi até Olorun pedir ajuda para salvar seu reinado, que estava definhando. O maior sábio de todos explicou-lhe que a falta d’água estava matando a floresta, mas não poderia ajudá-lo, pois o que fez foi necessário para acabar com a guerra. A única salvação era a reconciliação.

Odè, então, colocou seu orgulho de lado e foi procurar Osun, propondo a ela uma trégua. Como era de costume, ela não aceitou a proposta na primeira tentativa.
Osun queria que Odé se desculpasse, reconhecendo suas qualidades. Ele, então, compreendeu que seus reinos não poderiam sobreviver separados, unindo-se novamente, com a benção de Olorun.
Dessa união nasceu um novo orixá, um orixá príncipe, Logunede, que iria consolidar esse “casamento”, bem como abrandar os ímpetos de seus pais. Logunede sempre ficou entre os dois, fixando-se nas margens das águas, onde havia uma vegetação abundante. Sua intervenção era importante para evitar as cheias, bem como a estiagem prolongada.
Ele procurava manter o equilíbrio da natureza, agindo sempre da melhor maneira para estabelecer a paz e a fertilidade. Conta uma outra lenda que as terras e as águas estavam no mesmo nível, não havendo limites definidos. Logunede, que transitava livremente por esses dois domínios, sempre tropeçava quando passava de um reinado para o outro.
Esses acidentes deixavam Logunede muito irritado. Um dia, após ter ficado seis meses vivendo na água, tentou fazer a transição para o reinado de seu pai, mas não conseguiu, pois a terra estava muito escorregadia.
Voltou, então, para o fundo do rio, onde começou a cavar freneticamente, com a intenção de suavizar a passagem da água para a terra. Com essa escavação, machucou suas mãos, pés e cabeça, mas conseguiu fazer uma passagem, que tornou mais fácil sua transição.
Logunede criou, assim, as margens dos rios e córregos, onde passou a dominar.
Por esse motivo, suas oferendas são bem aceitas nesse local. Logun Edè é salvo das águas Logun Edè era filho de Oxóssi com Oxun.
Era príncipe do encanto e da magia.
Oxóssi e Oxum eram dois Orixás muito vaidosos. Orgulhosos, eles viviam às turras. A vida do casal estava insuportável e resolveram quue era melhor separar.
O filho ficaria metade do ano nas matas com Oxóssi e a outra metade com Oxun no rio. Com isso, Logun se tornou uma criança de personalidade dupla: cresceu metade homem, metade mulher. Oxun proibiu Logun Edè de brincar nas águas fundas, pois os rios eram traiçoeiros para uma criança de sua idade.
Mas Logun era curioso e vaidoso como os pais. Logun nào obedecia à mãe. Um dia Logun nadou rio adentro, para bem longe da margem.
Obá, dona do rio, para vingar-se de Oxum, com quem mantinha antigas querelas, começou a afogar Logun.
Oxum ficou desesperada e pediu a Orunmilá que lhe salvasse o filho, que a amparasse nos eu desespero de mãe.
Orunmilá que sempre atendia à filha de Oxalá, retirou o príncipe das águas traiçoeiras e o trouxe de volta à terra.
Então deu-lhe a missão de proteger os pescadores e a todos que vivessem das águas doces. Dizem que Oiá quem retirou Logun Edè da água e terminou de criá-lo juntamente com Ogun.

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OLOGUN EDE

Adorato in territorio Ilesa in particolare nelle regioni del Ijesa, Iwo, Osogbo e Ede in Nigeria, questa divinità del pantheon Yoruba è considerato il principe di tutti gli Orishas, il più feroce di tutti i guerrieri, il più audace di tutti i cacciatori e il più bello di tutti gli Orishas.

Conosciuto nella tradizionale cubana, oltre che con il suo nome, come Laro o larooye, il suo culto a Cuba è scomparso, lasciando al contrario il suo culto molto vivo in Brasile in particolare nelle città di fiume e in Bahia.

Si afferma che qualunque sacrificio o richiesta che non può essere fatta ad un Orisha per mancanza della rappresentazione esoterico/materiale dello stesso,  può essere invece fatta dedicandola a questo Orisha, Orisha della bellezza e buona fortuna, figlio di Erinle e di Oshun Iponda; da Erinle ha ereditato il carattere focoso, l’arte della caccia, la conoscenza della medicina, la pazienza del pescatore e l’astuzia della caccia, così come da sua madre Oshun ha ereditato la bellezza, il potere dell’ attrazione e dell’incanto, la dolcezza, il potere della magia e la ricchezza.
A Cuba molti sempre lo invocano senza nemmeno sapere il suo vero nome: ” il figlio disperso di Oshun.”
Si dice anche che questo Orisha sia lo stesso Elegba Laroye di Oshun, così come quando alle vecchie olorishas veniva chiesto chi fosse Ologun ede, rispondevano: “Oshun, in altre parole, è la stessa Oshun, dicendo con questo che Ologun ede sarebbe quindi l’aspetto maschile di Oshun, dal momento che tutti gli Orishas Yoruba hanno la loro controparte maschile-femminile: così vediamo Olokun- Yemoja, Obatala-Oduwa, Osanyin-Aaja, Shango – ibanyin, Erinle-Abata, Sopona-Nana, Oshossi- Otin, Ahuero-Danda Ahuero, etc.

Questo Orisa ha altri nomi come Omo Alade (principe ereditario) o Oba Loge (appassionato di bei vestiti). A seconda delle sue qualità alcuni lo chiamano loci loci, oppure ibain, aro aro: questi sono nomi citati nelle sue canzoni per non menzionare il nome completo dell’Orisha. Comunemente è invocato chiamando Logun.

Il suo emblema sono cinque frecce in uno stesso arco che puntano verso l’alto e 8 foglie di alberi simbolo della conoscenza della medicina appesi sotto, tutti realizzati in puro bronzo.
Il suo Ileke è color turchese come Erinle e ambra come Oshun.
(Nel candomblé il suo ileke viene montato: 3 turchese e 3 ambra mentre tradizionalmente si monta 1 turchese e 1 ambra)
Nel Candomle si consegna con cinque otases, mentre tradizionalmente (cioè nel territorio nativo di culto in Nigeria) è realizzato con sette pietre più sette frecce di diverse dimensioni che sono collocate all’ interno del loro ajere in un modo molto particolare, contiene anche uno specchio e qualcuno in determinate occasioni mette anche una piccola bilancia di bronzo.
Si usano il corallo e l’oro.
Dentro il suo contenitore ha anche acqua, poiché si dice che questo Orisha vive un po’ nella foresta e un po’ nel fiume; e la sua presenza è visibile talvolta nella nebbia che copre le acque e la foresta all’alba.
Tutti i suoi accessori incantano tutti quelli che li vedono.
C’è un Pataki (oditakofeiyan) nella tradizione cubana dove si narra che quando Orunmila ha incontrato Ologun ede, nella sua forma femminile era una bella dama e il giorno dopo esserci stato a letto incontrò nella sua camera il bel giovane nel quale essa si era trasformata; a causa di questo Pataki qualcuno l’ha associato all’omosessualità, cosa in effetti non vera perché Orunmila aveva posseduto una donna.
Cioè egli è stato con Ologun ede in una delle sue fasi temporali, ma queste fasi sono ben definite, essendo 6 mesi uomo e 6 mesi donna mentre come è noto gli omosessuali hanno sempre lo stesso aspetto e non cambiano le loro preferenze sessuali.

Questo Orisha si chiama Orisha Meji, il solo Orisha ermafrodita del pantheon Yoruba; si tenga conto che essendo un ermafrodita gli si attribuisce di avere la virtù di entrambi i genitori, anche quella di essere un essere perfetto, ma in nessun caso potrebbe essere associato questo Orisha all’omosessualità come erroneamente è stato fatto in alcune aree dove è adorato in Brasile.
Essere ermafrodita non determina la sua omosessualità, ma la virtù di questo Orisha di essere come Elegba, cioè di potersi muovere fra due polarità diverse.
E’ considerato un Orisha bambino e a sua volta perfetto che controlla il collegamento centrale o neutro in qualsiasi unione o una formula risultante; è l’equilibrio della natura, l’energia del pendolo, l’equilibrio delle forze e dei pesi, l’azione e reazione, la forza centrifuga e la forza centripeta, l’oscillazione di energia tra le due polarità passando per il neutro, controlla l’esistenza e la dimensione tra vita e morte, tra Orun e Aye, è il fattore ibrido, è il dono dell’armonia, l’equilibrio dinamico, fisico e chimico, infine è l’Orisha del tutto bello e perfetto.
Questo Orisha nel Candomblé mangia animali maschi e femmine, mentre in alcune zone considerate tradizionali mangia solo animali maschi di tutti i tipi ma con la particolarità che egli sempre ne mangi dopo aver fatto i rispettivi sacrifici a Oshun.
Essendo un Orisha perfetto, non ammette errori nella gestione della sua oratoria, nei suoi sacrifici e rituali.
I suoi adimu tipici sono fatti a base di noce di cocco, dolci, miele, Itoro (zenzero bollito con melassa o zucchero di canna grattugiato), eko, ekuru, Olele, Mohin Mohin, Akasa di mais bianco, gin, shekete, epo, Akara, etc. Per manipolarlo ci si spalma su braccia e mani un po’ di ori.
Questo Orisha è legato alla interrelazione e l’unificazione tra uomo e donna, così come al simbolo dell’unificazione perduta tra awoses e Olorishas, dal momento che questo Orisha deve essere consacrato da Babalawos e Olorishas allo stesso tempo.
Questo Orisha è stato già introdotto nel nuovo mondo, ci auguriamo che la sua ricomparsa costituisca l’inizio della rinascita della tradizione cubana tramite l’associazione generale dei fedeli di cui c’è molto bisogno in questo momento, perché la nostra tradizione o diaspora come vogliono chiamarla i farisei e alcuni portabandiera:
“gli pseudo tradizionalisti del nuovo secolo non furono un nuovo progetto o qualcosa di creato a posteriori come moltissimi sono portati a credere, ma un (disegno) originale tanto quanto autoctono come tutti i suoi rami attuali, ma che sono scomparsi in Nigeria e la traccia è rimasta solo nel nostro emisfero, per la gioia e la gratificazione di chi parla la lingua spagnola. Le nostre radici rituali, i concetti non sono sbagliati, tutto è come Ologun ede…completamente perfetto.E perché tutti lo sappiano, il nostro Ifà è tanto africano, l’Ikin è tanto Yoruba come Orunmila stesso. Rendiamo omaggio a coloro che, nonostante la frusta, l’assalto dei cristiani, la perfidia della politica, e il passare di così tanti anni hanno continuato a ispirare noi con un Iboru Iboya ibosise grande come se stessi …”

Logun Edè è figlio di Oshossi Ybualamo e Oshun Yponda.

Nella parte maschile veste azzurro chiaro e in quella femminile giallo oro.
I suoi oggetti (IBA) sono sette piccole spade, gialle, e sette piccole foglie di Ofà, gialle; usa arco e freccia, ma anche ventaglio e una tromba.
I suoi animali sono: fagiani, canarino terreno, coniglio e pappagallino.
Logun non mangia: polli, galli, galline, cavie, armadilli e capre castrate.
Tutto di lui è doppio. Lui risponde solo piangendo
E’ la divinità delle acque dolci e del sottobosco.
Il suo saluto: LÒGÚN Ó AKOFÀ, significa: Egli è Logun, prendiamo l’arco e la freccia

Oriki Logun Edè

……Ganagana bi ninu elomi ninuA se okůn soro čsinsinTima li ehin yeye reOkansoso guduguOda di ohůnO ko ele pé li aiyaAla aiya rere fi owó kanAjoji de órun idi agbanAjongolo OkunrinApari o kilo ňkň tímotímoO ri gbá té sůn li eganO tó bi won ti ji re reA ri gbamu ojijiOgbon iyanu li ara eni iya ti n je O wi be se beSakoto abi ara fini Also in a Brazilian site…

Logun-ede Ganagana Bi Ninu Elomi Ninu
Um orgulhoso fica infeliz se um outro esteja contente

A Se Okùn Soro Èsinsin
É difícil fazer um corda com as folhas espinhosas da urtiga

Tima Li Ehin Yeye
Re Montado de cavalinho sobre as costas de sua mãe

Okansoso Gudugu
Ele é sozinho, ele é muito bonito

Oda Di Ohùn
Até a voz dele é agradável

O Ko Ele Pé Li Aiya
Não se coloca as mãos sobre o seu peito

Ala Aiya Rere Fi Owó Kan
Ele tem um peito que atrai as mãos das pessoas

Ajoji De Órun Idi Agban
O estrangeiro vai dormir sobre o coqueiro

Ajongolo Okunrin
Homem esbelto

Apari O Kilo Òkò Tímotímo
O careca presta atenção à pedra atirada certeiramente

O Ri Gbá Té Sùn Li Egan
Ele acha duzentas esteiras para dormir na floresta

O Tó Bi Won Ti Ji Re
Re Acordá-lo bem é o suficiente

A Ri Gbamu Ojiji
Nós somente o vemos e o abraçamos como se ele fosse uma sombra

Okansoso Orunmila A Wa Kan Mà Dahun
Somente em Orunmila nós tocamos, mas ele não responde

O Je Oruko Bi Soponna /Ele tem um nome como Soponna

Soro pe on Soponna e nià hun
É difícil alguém mau chamar-se Soponna

Odulugbese Gun Ogi Órun
Devedor que faz pouco caso

Odolugbese Arin Here Here
Devedor que anda rebolando displicentemente

Olori Buruku O Fi Ori Já Igi Odiolodi
Ele é um louco que quebra a cerca com a cabeça

O Fi Igbegbe Lù Igi Ijebu
Ele bate com seu papo numa árvore

IjebuO Fi Igbegbe Lú Gbegbe Meje
Ele quebrou sete papos com o seu papo

Orogun Olu Gbegbe O Fun Oya Li O
A segunda mulher diz ao papo para usar um pente (para desinchar o papo)

Odelesirin Ni Ki O Wá On Sila Kerepa
Um louco que diz que o procurem lá fora na encruzilhada

Agbopa Sùn Kakaka
Aquele que tem orquite ( inflamação dos testículos) e dorme profundamente

Oda Bi Odundun
Ele é fresco como a folha de odundun

Jojo Bi Agbo
Altivo como o carneiro

Elewa Ejela
Pessoa amável anteontem

O Gbewo Li Ogun O Da Ara Nu Bi Ole
Ele carrega um talismã que ele espalha sobre o seu corpo como um preguiçoso

O Gbewo Li Ogun O Kan Omo Aje Niku
Ele carrega um talismã e briga com o filho do feiticeiro dando socos

A li Bilibi Ilebe
Ele veste boas roupas

O Ti Igi Soro Soro O Fibu Oju Adiju
Com um pedaço de madeira muito pontudo ele fere o olho de um outro

Koro Bi Eni Ló O Gba Ehin Oko Mà Se Ole
Rápido como aquele que passa atrás de um campo sem agir como um ladrão

O Já Ile Onile bó ti re lehin
Ele destrói a casa de um outro e com o material cobre a sua

A Li Oju Tiri Tiri
Ele tem olhos muito aguçados

O Rí Saka Aje O Dì Lebe
Ele acha uma pena de coruja e a prende em sua roupa

O Je Owú Baludi
Ele é ciumento e anda “rebolando” displicentemente

O Kó Koriko Llehin
Ele recolhe as ervas atrás

O Kó Araman Lehin
Ele recolhe as ervas atrás

O Se Hupa Hupa Li Ode Olode Lo
Ele anda “rebolando” desengonçado para ir ao pátio interior de um outro

Òjo Pá Gbodogi Ró Woro Woro
A chuva bate na folha de cobrir telhados e faz ruído

O Pà Oruru Si Ile Odikeji
Ele mata o malfeitor na casa de um outro

O Kó Ara Si Ile Ibi Ati Nyimusi
Ele recolhe o corpo na casa e empina o nariz

Ole Yo Li Ero
O preguiçoso está satisfeito entre os passantes

O Dara De Eyin Oju
Ele é belo até nos olhos

Okunrin Sembeluju
Homem muito belo Ogbe Gururu Si Obè Olori
Ele coloca um grande pedaço de carne no molho do chefe

A Mò Ona Oko Ko Nló
Ele conhece o caminho do campo e não vai lá

A Mo Ona Runsun Rdenreden
Ele conhece o caminho runsun redenreden

O Duro Ti Olobi Kò Rà Je
Ele está ao lado do dono dos obi e não os compra para comer

Rere Gbe Adie Ti On Ti Iye
O gavião pega o frango com as penas

O Bá Enia Jà O Rerin Sún
Ele briga com qualquer um e ri estranhamente

O Se Adibo O Rin Ngoro Yo
Ele tem o hábito de andar como a um bêbado que bebeu

Ogola Okun Kò Ka Olugege Li Òrùn
Sessenta contas não podem rodear o pescoço de um papudo

Olugege Jeun Si Okurú Ofun
O papudo come no inchaço de sua garganta

O Já Gebe Si Orún Eni Li Oni
Ele quebra o papo do pescoço daquele que o possui

O dahun agan li ohun kankan
Ele dá rapidamente crianças às mulheres estéreis

O Kun Nukuwa Ninu Rere
Ele guarda seus talismãs numa pequena cabaça

Ale Rese Owuro Rese /
A noite coisa sagrada, de manhã coisa sagrada /

Ere Meji Be Rese
Duas vezes assim coisa sagrada

Koro Bi Eni
Lo Rápido como alguém que parte

Arieri Ewo Ala
A proibição do pássaro branco é o pano branco

Ala Opa Fari
Ele mexe os braços fantasiosamente

Oko Ahotomi
Marido de Ahotomi

Oko Fegbejoloro
Marido de Fegbejoloro

Oko Onikunoro
Marido de Onikunoro

Oko Adapatila
Marido de Adapatila

Soso Li Owuro O Ji Gini Mu Òrún
Bem desperto, ele acorda de manhã já com o arco e flecha no pescoço

Rederede Fe O Ja Kùnle Ki Agbo
Como um louco ele se debate para colocar os joelhos no chão, como o carneiro

Oko Ameri Èru Jeje Oko Ameri
Marido de Ameri que dá mêdo

Ekùn O Bi Awo Fini
Leopardo de pele bonita

Ogbon Iyanu Li Ara Eni Iya Ti Nje
Ele expulsa a infelicidade do corpo de alguém que tem infelicidade

O Wi Be Se Be
Orgulhoso que possui um corpo muito belo

Sakoto Abi Ara Finià
Assim ele diz e assim ele faz OLOGUN EDE

Pa npa bi asa, asode bi ologbo, o takiiti lori iroko fenu gbe gba ebo, abikehin yeye tii yo gbogbo omo omi lenu ….
rapido como el halcon, el que caza como un gato, el que con un salto desde el arbol iroko atrapa el sacrificio con su boca, es el ultimo de los nacidos de la madre(oshun) la que se regocija con todos los hijos en las aguas…