LA DINAMICA DELL’USO DELLE ERBE NEL CANDOMBLE

Negli ultimi 100 anni, il Brasile e l’Africa hanno condiviso una serie di informazioni sul culto degli “Dei africani”,”Eroi divinizzati”, Orishas, Jinkissi, Vodun etc..,alla ricerca di un purismo religioso che, si augurano i più tradizionalisti, riscatti le vere radici della religiosità .

L’ Africa e l’America del Sud condividono molte cose già da lungo tempo, incluse le loro terre durante milioni di anni. Molte delle piante e degli animali di entrambi i continenti sono simili, o perché sono imparentati, appartenenti cioè, secondo la scienza, alla stessa famiglia, o perché si sono evoluti per svolgere la stessa “funzione” nel proprio ambiente, un fenomeno chiamato “evoluzione convergente “.

Come se non bastasse le culture si mescolano con l’andirivieni di navi da cinquecento anni, a volte non si sa nemmeno con esattezza cosa è originariamente africano, americano, europeo, orientale, etc, e nel caso del Candomblé e dell’uso delle erbe, ancora di più!

Molti vegetali che usiamo nei nostri rituali sacri non sono di origine africana, e il loro inserimento nel culto degli Orishas ha origini e storie diverse. Il mirtillo proviene dalle Ande, l’ananas è sudamericana e Brasiliana per eccellenza, la lavanda, il basilico e il rosmarino sono Europei, il mango viene dall’India, la Maria-senza-vergogna (nome scientifico Impatiens wallweriana) e la Quebra pedra, sono Africane, del Caruru e del Mulungu esistono specie sia africane che americane e l’albero di cocco nasce spontaneamente sui litorali di tutto il pianeta da migliaia di anni.

Forse l’esempio più chiaro è il mais. Tutti gli iniziati ben presto imparano che un buon Acaçá è gradito da tutti gli Orishas, e che poche cose aggradano di più Obatalà di un Ebo realizzato con canjica, i cui grani di mais bianco sono stati scelti uno per uno e cotti abbastanza fino a diventare molto morbidi, così come si sa che il popcorn è l’offerta principale di Obaluaiê, soprattutto se fatti saltare con la sabbia delle spiagge.

Tuttavia questi piatti non sono fatti con un grano proveniente da una pianta originaria dell’Africa. Il mais è una graminacea, parente del bambù, del fieno e dell’ erba ed è una forma domestica Teorisito, una piantina che, se vista superficialmente, si può pensare che sia un’ erbetta qualsiasi, ma invece è stata selezionata e coltivata da almeno 5 mila anni d parte delle civilizzazioni più sviluppate e avanzate che abitavano le aree geografiche che oggi corrispondono al Messico. La sua coltivazione si è espansa alle popolazioni indigene per tutto il continente americano, dal Canada al Cile, e alle isole caraibiche. È stato poi portato alle colonie europee in Africa, dopo la scoperta delle Americhe, “appena” 500 anni fa.

Se il culto degli Orishas, Voduns e Jinkisi ha migliaia di anni, è improbabile che l’Acaçá è sempre stato come lo conosciamo oggi, che il primo Ebo offerto a Obatalà fosse fatto di canjca e, nelle antiche leggende di Obaluaiê, fossero offerti popcorn. L’Igname sostituì il mais bianco in molte delle sue attuali applicazioni, e il sorgo, un piccolo granello, originario del Medio Oriente e coltivato ​​in tutto il Nord Africa, molto probabilmente produsse piccoli popcorn offerti nel corso dei secoli.

Un altro esempio significativo è il Teteregun!

La pianta originale, il Teteregun (per gli Yoruba) o Muengi Mujolo (per i Bantu, tra gli altri..) è noto alla scienza come Costus spectabilis, nome e cognome, o meglio, genere e specie. Nelle Americhe, una cugina stretta, Costus spiralis, sostituì il Teteregun così bene che la piccola differenza in aspetto di fioritura nemmeno fu considerata, anche perché le qualità medicinali, l’odore e il sapore delle foglie sono praticamente uguali a quelle della sua cugina africana.

A complicare ulteriormente l’equazione, diverse etnie africane furono sparse in tutta l’immensità del Brasile, dove ebbero contatti non solo tra di loro ma anche con gli indigeni di diverse etnie e quindi anche con diverse specie e varietà di piante. Il risultato è che molti dei nomi che diamo alle erbe che usiamo nel nostro culto designano specie di piante diverse, spesso nemmeno imparentate. Quello che viene chiamato Igname è noto come Carà nel sud e sudest, e viceversa nel resto del paese. Uno è un tubero africano, Dioscorea sp.*, l’’altra è una pianta dalle radici tuberose originaria delle paludi dell’estremo oriente, Alocasia sp. *. Orinrin di Oshun o Ewe Rinrin può designare l’erba Jabuti, Peperomia pellucida, o Alfavaquinha de Cobra, Monniera trifolia o Serralha, Sonchus oleraceus, piante completamente differenti, ma con qualità medicinali molto simili, anche se può sembrare molto improbabile.

Il criterio utilizzato per rinominare le specie di piante, in molti casi, non si basava sulla somiglianza fisica come successo con il Teteregun, ma dalle qualità medicinali della pianta stessa e anche dall’Axé di cui ogni foglia è carica e da come la pianta risponde alle preghiere fatte nella sua intenzione. Non ci sono dati specifici, ma probabilmente i primi maestri hanno testato le foglie che trovavano per valutare se potevano essere utilizzate a sostituzione delle foglie originali che si trovano in Africa.

Per questo quando si riceve un elenco di erbe necessarie da recuperare per un ebò, o per un altro rituale, e si incontrano foto e informazioni di diversi tipi di piante, allora si vada a parlare con i vecchi e si capisca qual è la pianta a cui si riferiscono specificatamente. Questo è molto importante perché piante molto simili tra loro possono avere risultati completamente diversi e anche pericolosi.

Ho conosciuto una figlia di Obaluaiê che preparò un bagno per un consulente nel quale andavano alcune foglie di Guinè. Il problema è che il Guinè è fondamentalmente tossica, e tra le tante specie che chiamano la Guinè, alcune sono più velenose di altre. Questo consulente finì per usare una delle varietà più tossiche e in grandi quantità, ed ebbe una reazione allergica grave che generò pustole su tutto il corpo e un paio di giorni di ricovero, e tutto questo diede molto da fare a tutto l’ Ile, non solo nelle preghiere e nel monitoraggio di quella persona, ma perché prescrivere i composti a base di erbe, in particolare per uso interno (bere o mangiare) caratterizza un crimine di pratica di medicina illegale, con pena dai tre a sei anni di carcere e una multa molto pesante! Per misericordia di Oxalá, tutto è andato bene in questo caso.

La conoscenza e l’uso delle foglie nella nostra religione è essenziale e affascinante, ma esige grande responsabilità. Saperle riconosce è un apprendimento essenziale. Come buona parte dei misteri della nostra ricchissima religione, richiede molto tempo e molta dedizione.

* Il termine sp. è utilizzato, tra le altre applicazioni, per denominare un gruppo di specie diverse che sono classificate nello stesso genere e di ricevono la stessa denominazione popolare .

Testo: Alexandre Avari

Fonte: http://ocandomble.com/2016/02/17/a-dinamica-do-uso-de-ervas-no-candomble/

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dizionario delle erbe in rif. all’orixà

ABILZEIRO: – ÌRÓKÒ, OXUM
ABRANDA FOGO: – ÈXÙ
ABRE CAMINHO: – ÒGÚN e ÒXÓÓSÌ
ACÁCIA FUREMA: – ÒXÓÒSÍ
AGAPANTO: – ÒÒXÀÀLÀ, NANÀ, OBALUWAIYE
AGRIÃO: – ÒGÚN
AGONIADA: – OMOLU
ÁGUA DE LEVANTE: – XÀNGÓ, YEMONJA e ÒÒXÀÀLÀ
AGUAPÉ: – YEMONJA E ÒXUN
AKÓKÓ: – ÒSÓNYÌN e ÒÒXÀÀLÀ
ALAMANDA: – OMOLÚ
ALCAPARREIRA: – OXUMARÉ
ALECRIM: – ÒXÓÒSÍ
ALECRIM DO CAMPO: – ÒXÓÒSÍ e ÒSÓNYÌN
ALFACE: – EGUN
ALFAVACA: ÒXÓÒSÍ
ALFAVAQUINHA: – ÒGÚN, ÒSÓNYÌN, ÒXÓÒSÍ, YEMONJA, OYA e ÒXUN
ALFAVACA ROXA: – NÀNÁ, XÀNGÓ, OMOLÚ
ALFAZEMA DE CABOCLO: OXÓSSI, OMOLÚ
ALGODÃO: – ÒÒXÀÀLÀ
ALTÉIA: – YEMONJA, OXUMARÉ
ALUMÃ: – XÀNGÓ, OXUM,ÒGÙN, OBALUAIE
AMENDOEIRA: – ÒSÓNYÌN e ÈXÙ
AMENDOIM: – ÒSÓNYÌN
AMOR DO CAMPO: – ÒXUN
AMOREIRA: – ÈXÙ e ÈGÙN
ANGELICÓ: – XÀNGÓ, OXUMARE
ANGELIM: – ÈXÙ e NÀNÁ
ARASSÁ DA PRAIA: – YEMONJA e YEMONJA
ARASSA DE COROA: – OXÓSSI
ARASSA DO CAMPO: – OXÓSSI
ARIDAN: – ÒSÓNYÌN
ARNICA: – ÒGÚN
AROEIRA: – ÒSÓNYÌN e ÈXÙ
AROEIRA BRANCA: – XÀNGÓ
AROEIRA ROXA: – XÀNGÓ
ARREBENTA CAVALO: – ÈXÙ
ARROZINHO: – YEWÀ
ARRUDA MIÚDA: – ÈXÙ e ÒXÓÒSÍ
ASSA-PEIXE: – ÈXÙ, OBÁ, NÀNÁ, ÒXUN, OMOLÚ
AVENCA: – NÀNÁ
AZEDINHA: – XÀNGÓ, OXUM
AZEVINHO: – ÈXÙ
AVINAGUEIRA: – ÈXÙ
BABA DE BOI: – OBALÚWÀIYÉ
BABOSA: – ÒXUN, OMOLÚ
BANANEIRA: – OXUM
BAMBU: – OYA, ÉGÚN
BARBA DE VELHO: – ÌRÓKÒ
BARBA DO DIABO: ÈXÙ
BARDANA: – ÈXÙ
BATATA DOCE: – ÒXÙMÀRÈ
BAUNILHA-DE-NICURI: – ÒSÓNYÌN
BEIJO VERMELHO: – XÀNGÓ
BELADONA: – ÈXÙ
BELDROEGA: – ÒGÚN, ÒXUN, ÒÒXÀÀLÀ , ÒSÖNYÌN , e ÈXÙ
BELDROEGA VERMELHA: – OMOLÚ
BEM-ME-QUER: – ÒXUN
BETE CHEIROSO: – XÀNGÓ e ÒÒXÀÀLÀ
BICO DE PAPAGAIO: – XÀNGÓ
BOLDO: – ÒÒXÀÀLÀ
BOMINA: – OMOLÚ e OYA
BREDO SEM ESPINHO: – ÒGÚN, ÒXÓÒSÍ, XÀNGÓ,YEMONJA, OYA e NÀNÁ
BRILHANTINA: – ÒXUN
BRINCO DE PRINCESA: – ÈXÙ
BROTO DE BEIJÃO: – NÀNÁ
BUCHEIRA: – ÒSÓNYÌN
CABELO DE MILHO: – OXÓSSI
CACTUS ( todos ): ÈXÙ
CAFÉ DO MATO: – OMOLÚ
CAIÇARA: – ÒSÓÓSÍ
CAJAZEIRA: – ÒGÚN
CAJUEIRO: – ÌRÓKÒ e ÈXÙ
CAMARÁ: – OXUM
CAMÉLIA: – YEMONJA
CAMOMILA: – OXUM
CAMPARÁ VERMELHO: – XÀNGÓ
CAMBOATÁ: – ÒGÚN
CANA-DE-AÇUCAR: – ÈXÙ
CANA DE MACACO: – ÈXÙ
CANA DO BREJO: – YEWÀ, ÒGÚN, YEMONJA, NÀNÁ e ÒXÙMÀRÈ
CANA FITA: – ÒXÓÒSÍ
CANELA DE MACACO: – ÒGÚN, YEMONJA, OYA, ÒXUN e ÒSÓNYÌN
CANELA DE VELHO: – OMOLÚ
CANENA COIRANA: – OMOLÚ
CANJERANA: – ÈXÙ
CANSAÇÃO: – ÈXÙ e XÀNGÓ
CAPEBA: – ÒXÓÒSÍ, XÀNGÓ, YEMONJA, ÒXUN, OYA e NÀNÁ
CAPIM LIMÃO: – ÒGÚN e OXÓSSI
CAPIXABA: – ÒGÚN
CAPIXINGUI: – OMOLÚ
CASTANHA DO PARÁ: – XÀNGÓ
CAROBINHA DO CAMPO: OMOLÚ
CARQUEJA: – ÒXÓÒSÍ e ÒGÚN
CARRAPATEIRA: – ÒSÓNÌYN
CARRAPICHO: – ÈXÙ,OXOSI, LOGUEDE
CASUARINA: – OYA
CATINGUEIRA: – ÈXÙ
CAVALINHA: – XÀNGÓ OXUMARÉ
CEBOLA: – ÒXUN
CEBOLA DO MATO: – OMOLÚ
CEDRINHO: – NANÃ
CELIDÔNIA: – ÒSÓNÌYN
CHAPÉU DE COURO: – ÒGÚN
CHOCALHO DE CHANGO: – XÀNGÓ
CIPÓ CABOCLO: – OXÓSSI
CIPÓ CRAVO: – OXÓSSI
CIPÓ CHUMBO: – ÒGÚN, ÒSÓNYÌN, OXUM, OMOLÚ
CIPRESTE: – NÀNÁN
COLONIA: – ÌRÓKÒ, YEMONJA, ÒXUN e ÒÒXÀÀLÀ
COMIGO-NINGUÉM-PODE: ÈXÙ
CONDESSA: – YEMONJA
COQUEIRO DE IRI: OXÓSSI
COQUEIRO DE VENUS: – ÒXÙMÀRÈ
CORDÃO DE FRADE: – ÒGÚN, OMOLÚ
CORDÃO DE SÃO FRANCISCO: – OMOLÚ
CORREDEIRA: – ÈXÙ
CRISTA DE GALO: – XÀNGÓ, ÌRÓKÒ e ÒGÚN
CRIZANTEMO: – OMOLÚCUNANÃ: – ÈXÙ
DANDÁ DA COSTA: – ÒGÚN
DANDÁ DO BREJO: – YEMONJA
DENDEZEIRO: – ÒSÓNYÌN, ÒÒXÀÀLÀ
DRAGOEIRO: – ÒGÚN
ERITRINA: – XÀNGÓ
ERVA CAPITÃO: – ÒXUN
ERVA-CIDREIRA (MELISSA ): OXUM
ERVA CURRALEIRA: – OXÓSSI
ERVA GROSSA: – XÀNGÓ
ERVA DE PASSARINHO: – OMOLÚ, ÒGÚN, ÒXÓÒSÍ, ÒXÙMÀRÈ, OYA , ÒSÓNÌYN e NÀNÁ
ERVA DE SÃO JOÃO: – XÀNGÓ
ERVA MOURA: – OMOLÚ
ERVA PRATA: – XÀNGÓ, YEMONJA e ÒÒXÀÀLÀ
ERVA PREÁ: – ÈXÙ
ERVA DE SANTA LUZIA: – YEMONJA, ÒXUN
ERVA-DE-SANTA MARIA: – OXUN
ERVA TOSTÃO: – ÒGÚN, OYA, XÀNGÓ e ÒSÓNYÌN
ERVA VINTÉM: – ÒSÓNYÌN
ESPADA DE SANTA BÁRBARA: – OYA
ESPADA DE SÃO JORGE: – ÒGÚN
ESPINHEIRA SANTA: – OMOLÚ
ESPINHO CHEIROSO: – ÒSÓNYÌN
EUCALIPTO: ÒGÚN
EWEBI: – ÒÒXÀÀLÀ
FEDEGOSO: – ÈXÙ e XÀNGÓ
FIGUEIRA PRETA: – ÈXÙ
FIXO: – ÒSÓNYÌN
FOLHA DA COSTA: – YEMONJA, ÒXUN, ÈXÙ, NÀNÁ e XÀNGÓ
FOLHA DA FEITICEIRA: – ÒXUN
FOLHA DE BICHO: – ÒÒXÀÀLÀ, ÒGÚN, XÀNGÓ e YEMONJA
FOLHA DA FORTUNA: – ÒXUN, ÒÒXÀÀLÀ, NÀNÁ, XÀNGO e ÈXÙ
FOLHA DE FOGO: – OYA e XÀNGÓ
FOLHA VINTÉM: – ÒXUN e ÒÒXÀÀLÀ
FUMO: – ÒSÓNYÌN
FUNCHO: OXALÁ
GAMELEIRA BRANCA: – XÀNGÓ e ÌRÓKÒ
GARRA DO DIABO: – ÈXU
GERVÃO ROXO: – OMOLÚ
GITÓ: – ÒSÓNÌYN
GOIABEIRA: – ÒGÚNe OXÓSSI
GRAVIOLA: – YEMONJA, OXUN, OXUMARE
GROSELHA: – ÒXÓÒSÍ
GRUMIXAMEIRA: – ÒGÙN
GUABIRA: – ÒSÓNÌYN
GUACO: – ÒÒXÀÀLÀ e OXÓSSI
GUARABU: – ÒGÚN
GUANDO: – OXUN
GUARAREMA: – OMOLÚ
GUAXIMA ROSA: – OXÓSSI
GUINÉ: ÒGÚN, OYA e OXÓSSI
HELICÔNIA: – ÒGÙN
HISSOPO: – OXÓSSI
HORTELÃ BRAVA: OMOLÚ
HORTELÃ DA HORTA: – OYA
INGAZEIRO: – ÒXÓÒSÍ,OXUMARÉ
INHAME: – ÒÒXÀÀLÀ
INHAME ACARÁ: – XÀNGÓ
IPÊ AMARELO: – OXUN
IRIRI: – ÌRÓKÒ
IVITINGA: – ÈXÙ
JABORANDI: – OYA e OYA
JABOTICABEIRA: – ÒGÙN
JACATIRÃO: – OXÓSSI
JAMBO: – ÒXUN e ÒGÙN
JAMELÃO: – ÈXÙ
JAQUEIRA: – ÌRÓKÒ e XÀNGÓ
JASMIM: – YEMONJA
JASMIM MANGA: – ÒXÓÒSÍ
JARRINHA: – ÒXUN, NÀNÁ, YEMONJA, OYA e XÀNGÓ
JATAI: – ÒGÙN
JATOBÁ: – ÒGÚN
JENIPAPO: – OMOLÚ
JEQUIRITI: – ÒSÓNYÌN
JITIRINA: – ÒÒZÀÀLÀ
JUAZEIRO; – ÈXÙ
JUCÁ: ÒGÚN
JURUBEBA: – ÈXÙ, ÒSÓNYÌN e OXÓSSI
LACRE: – IYA
LÁGRIMA DE NOSSA SENHORA: – YEMONJA, ÒXÓÒSÍ, ÒSÓNÌYN
LARANJEIRA DO MATO: – ÈXÙ
LEITEIRA: – XÀNGÓ
LIMÃO BRAVO: – ÒGÚN
LÍNGUA DE GALINHA: – OYA, NÀNÁ e ÒSÓNYÌN
LÍNGUA DE VACA: – ÒGÚN , ÒXÓÒSÍ, OXUMARÉ
LOSNA: – ÒGÚN
LOURO: – ÒÒXÀÀLÀ, OYA
MACAÇA: – YEMONJA, ÒXUN e ÒÒXÀÀLÀ
MACAÉ: – NÀNÁ
MACONHA: – ÈXÙ
MÃE BOA: – ÌRÓKÒ, YEMONJA, NÀNÁ, OXUM
MALMEQUER: – ÒXUN, OYA, ÒGÚN e ÒSÓNYÌN
MALVA BRANCA: – ÒXUN, YEMONJA e ÒÒXÀÀLÀ
MALVA CHEIROSA: – XÀNGÓ
MALVA DO CAMPO: – OXÓSSI
MALVARISCO: OXÓSSI
MALVA ROSA: – OYA
MAMÃO BRAVO: – ÈXÙ
MAMOEIRO: – ÒÒXÀÀLÀ
MAMONA: – OMOLÚ , ÒSÓNYÌN e ÈXÙ
MAMONA VERMELHA: – ÒSÓNYÌN
MANACÁ: – NÀNÁ e ÒÒXÀÀLÀ
MANGUEIRA: – ÒGÚN e ÈXÙ
MANJERICÃO: – ÒXUN, XÀNGÓ e ÒÒXÀÀLÀ
MANJERICONA: – OXUM
MANJERONA: – OMOLÚ e ÒÒXÀÀLÀ
MANJERIOBA: – ÈXÙ
MARACUJÁ-CAIANO: – OYA
MARAVILHA BONINA: – OYA
MARIA MOLE: – ÈXÙ
MARIA PRETA: – NÀNÁ
MARIAZINHA: – ÒXÙMÀRÈ
MARICOTINHA: – YEMONJA
MATA CABRAS: – ÈXÙ
MATA PASTO: – ÈXÙ
MELÃO DE SÃO CAETANO: – NÀNÁ, XÀNGÓ
MELANCIA: – YEWÀ
MELISSA: – ÒXUN
MILAME: – ÒXUN e ÌRÓKÒ
MILHO: – ÒXÓÒSÍ
MOLOLÔ: – OMOLÚ
MORANGUEIRO: – ZÀNGÓ
MULUNGU: – XÀNGÓ
MURICI: – ÒXÓÒSÍ
MUSGO: – OMOLÚ
MUSGO DA PEDREIRA: – XÀNGO
MUSGO MARINHO: – YEMONJA
MUSSAMBE: – ÈXÙ
MUTAMBA: – ÒXUN, OYA, ÒXÙMÀRÈ, NÀNÁ, ÒGÚN e XÀNGÓ
NARCISO: – ÒSÓNÌYN
NEGA MINA: – OYA, XÀNGÓ
NICURIZEIRO: ÒXÓÒSÍ
NOZ MOSCADA: – ÌRÓKÒ,XÀNGÓ
OBI: – ÒSÓNYÌN
OGBO: – ÒSÓNYÌN
OJUORO: – YEWÀ
ORA-PRO-NOBIS: – ÈXÙ
ORIPEPE: – ÒXUN
ORIRI: – ÒXUN
OXIBATA: – ÒXUN e YEMONJA
PAINEIRA: – ÒÒXÀÀLÀ,OMOLÚ
PALMEIRA AFRICANA: – ÈXÙ
PAPO DE PERU: – YEMONJA
PANACEIA: – XÀNGÓ
PARA-RAIO: – XÀNGÓ e OYA
PARIETÁRIA: – YEMONJA, OYA, ÒXUN, XÀNGO e ÒXÙMÀRÈ
PARIPAROBA: – OXÓSSI
PATA DE VACA: – YEMONJA
PATIÓBA: – ÒSÓNYÌN
PAU D’ALHO: – ÈXÙ
PAU PEREIRA: – XÀNGÓ
PAU ROSA: ÒGÚN
PAU SANTO: – ÈXÙ
PÉ DE PINTO: – ÒGÚN
PENTE DE OXUMARÉ: – ÒXÙMÀRÈ
PEREGUN: – ÒSÓNYÌN, ÒGÚN, OYA e ÒXÓÒSÍ
PERPÉTUA: – ÈXÙ
PESSEGUEIRO: – XÀNGÓ
PICÃO DA PRAIA: – ÈXÙ
PIMENTA DA COSTA: – ÈXÙ
PIMENTA MALAGUETA: – ÈXÙ
PINHÃO BRANCO: OYA e ÈXÙ
PINHÃO ROXO: – OYA e ÈXÙ
PITANGATUBA: – OXÓSSI
PITANGUEIRA: – ÒSÓNYÌN e ÒXÓÒSÍ
PIRI-PIRI: – ÒGÚN
PIXIRICA: – ÈXÙ
POINCÉTIA: – ÒGÚN
PORANGABA: – ÒGÚN
QUARESMA: – NÀNÁ
QUABRA-PEDRA: – ÒSÓNYÌN
QUIABEIRO: – XÀNGÓ
QUIOCO: – ÒXUN
QUITOCO: – OMOLÚ
QUIXAMBEIRA: – ÈXÙ e ÈGÙN
RABUJO: – OMOLÚ
RAMA DE LEITE: – ÒXUN, NÀNÁ, YEMONJA, OYA e ÒXÙMÀRÈ
ROMANZEIRO: – XÀNGÓ
SABUGUEIRO: – OMOLÚ
SAIÃO: – ÌRÓKÒ e ÒXÓÒSÍ
SALSA DA PRAIA: – YEMONJA
SÁLVIA: – OXALÁ
SAMAMBAIA: – NÀNÁ
SANGUE DE DRAGÃO: ÒGÚN
SANGOLOVO ( CANA DO BREJO ): YEWÀ e ÒÒXÀÀLÀ
SANTA BARBARA: OYA
SÃO GONÇALINHO: – ÒXÓÒSÍ e ÒGÚN
SEMPRE VIVA: ÈXÙ
SENSITIVA (DORMIDEIRA): – OYA, XÀNGÓ
SETE SANGRIAS: – OMOLÚ
SUSPIRO ROXO: – XÀNGÓ
TAQUARAÇU: – XÀNG;O, ÈGÙN
TAIOBA BRANCA: OYA, ÒXUN, NÀNÁ, ÒXÙMÀRÈ, YEMONJA,XÀNGÓ
TAJUJÁ: – ÈXÙ
TAMARINDEIRO: XÀNGÓ
TAMIARANGA: – ÈXÙ
TANCHAGEM: – ÒGÚN
TAPETE DE OXALÁ: – ÒÒXÀÀLÀ
TAPIXIRICA: – ÈXÙ
TAYUYA: – ÈXÙ
TINHORÃO ROXO: – ÈXÙ
TINTUREIRA: – ÈXÙ
TIRIRICA (DANDÁ-DA-COSTA): – ÈXÙ
TRAVESCÂNIA ( BROTO DE FEIJÃO PRETO ): – NÀNÁ
TROMBETA: – OYA
UMBAÚBA: ÒGÚN, YEMONJA e XÀNGÓ
UMBU: – OXALÁ
URTIGA: – ÈXÙ
URUCUN: XÀNGÓ
VASSOURINHA DE RELÓGIO: – ÒXUN
VELAME: – OMOLÚ
VENCE DEMANDA: – ÒGÚN, XÀNGÓ e ÒÒXÀÀLÀ
UNHA DE VACA: – YEMONJA
VIUVINHA: – Pertenca a todas Yabá.
XIQUEXIQUE: – ÈXÙ e XÀNGÓ.
OBSERVAÇÃO: As folhas de OXOSI podem ser usadas para OXUN e as de OBALUAIE para NANA e vice-versa.