Iroko

Secondo i Nago della tribù ìgbómìnà, Ìróko è un cacciatore per eccellenza e Ãbòyámã, sua sorella, l’essenza di una terribile strega (AJE).

Entrambi abitano gli alberi che portano i loro stessi nomi. Ogni volta che Ìróko usciva di notte, per cacciare gli animali, lasciava le carcasse già cacciate vicino all’ immensa apáòká che era in prossimità dell’ingresso della foresta. Non appena Ìrókò ripartiva e ricominciava la caccia, le Ìyá mi eléeiye si avvicinavano alle carcasse e bevevano tutto il loro sangue. Era così ogni volta che Iroko andava a caccia.

Ãbòyámã, ogni volta che Ìróko tornava dalla caccia con animali completamente senza sangue, chiedeva: “come mai porti solo animali senza sangue per nutrirci?”

Ìróko le rispondeva allo stesso modo tutti i giorni: “Questo non ti riguarda. Smetti di essere curiosa e preoccupati degli affari della casa, piuttosto che interessarti delle mie cose’.

“Questo lo dici tu. Io insisto sulla risposta ogni volta che ritorni dalla caccia.”

“L’acqua che non è da bere, lasciala scorrere.”

Davanti al tono secco del fratello, Ãbòyámã tacque, ma questa modalità stuzzicò ancora più forte in lei il desiderio di svelare questo enigma.

E così, appena Ìróko si addormentò, la sorella, fece tre piccoli fori nella borsa dove lui teneva tutti i suoi oggetti di caccia (APO-DOHO), e la riempì di cenere.

Il giorno seguente all’alba, Ìróko, senza sospettare di nulla, prese i suoi oggetti di caccia, li mise dentro la borsa e si diresse verso la foresta. Ãbòyámã, che attendeva silenziosamente questo momento, diede inizio al suo piano e di nascosto cominciò a seguire la scia lasciata dalla cenere che era nella borsa contenente l’armamentario di caccia di suo fratello.

A pochi passi dall’ingresso della foresta, Ãbòyámã notò che Ìróko aveva lasciato la sua borsa ai piedi di un albero immenso e poi si era addentrato nella foresta, impedendo in questo modo a lei di seguirlo. Ãbòyámã non si scoraggiò. Il desiderio di svelare il mistero era molto più forte. Pertanto decise di aspettare lì il ritorno di suo fratello.

Alla fine della giornata, prima dell’imbrunire Ìrókò ritornò dall’ interno della foresta portando con se gli animali cacciati. Egli li pose ai piedi dell’immenso albero propiziatorio dove aveva lasciato la borsa in cui teneva il suo armamentario per la caccia. Ore dopo, il buio avvolse tutta la foresta. Ãbòyámã, restava nascosta, in attesa del momento in cui suo fratello avrebbe tolto il sangue agli animali.

Improvvisamente, molti uccelli dalle urla terrificanti cominciarono a svolazzare sulla cima dell’albero dove erano state depositate le carcasse degli animali.   Poco dopo, Ãbòyámã sdraiata sentì uno degli uccelli dire al fratello: “Perché non sei venuto da solo, come le volte precedenti?”

Ìróko rispose: “Ma sono venuto da solo “.

“Se sei venuto da solo come dici, allora chi è quella donna nascosto dietro i cespugli?’ Chiese l’uccello.

Ìróko udendo tali parole impallidì.

Completamente disorientato, guardò verso i cespugli, ma non vide nulla. “Non so di quale donna tu stia parlando. Io non vedo nessuno dietro i cespugli” disse Ìróko guardando di nuovo nella direzione suggerita dall’ uccello.

“Mi riferisco a Ãbòyámã, tua sorella’” disse l’uccello. Proseguendo il discorso, l’uccello disse: “Lei ti ha seguito da quando hai lasciato la casa per la caccia. Vuole sapere il motivo per cui gli animali che cacci e porti a casa non hanno il sangue. Tu che ti nascosti dietro i cespugli, esci da lì immediatamente e vieni qui” continuò misteriosamente l’uccello.

Terrorizzata, Ãbòyámã uscì fuori dai cespugli. Quando Ìróko la vide, una strana forza gettò la sorella ai piedi dell’albero sacrificale.

“Perdono, Signora degli Uccelli (Iya mi eléeiye). Non sapevo che il sangue era per le signore” singhiozzò Ãbòyámã.

“Una donna indiscreta disprezza la sua famiglia. Procedendo in questo modo, lei ha dimostrato di non fidarsi di te, né di rispettarti. Dal momento che tu desideri vedere il sangue, lo vedrai in te stessa, come il flusso mestruale che non è stato eliminato dai tuoi genitali, a partire da oggi, fin quando sarai giovane, si vedrà ogni trenta lune in te stessa” commentò freddamente da Signora degli Uccelli “.

C.E.U de Pai Cipriano: Xirês Candomblé

http://umbandapuracymy2.blogspot.it/p/xires-candomble.html?m=1

Preghiere Orisha

Bellissima raccolta di Preghiere e Canti per gli Orisha.

http://paitandy.no.comunidades.net/index.php?pagina=1763232024