Moforibale, l’atto di mettere la testa al suolo.

Morofibale, l’atto di mettere la testa al suolo.

Foribal è un atto di saluto e venerazione, fatto direttamente per un Òrìà o per un Baba Ìyálòrìà. Questo saluto può essere fatto da qualsiasi persona iniziata e consacrata o anche da un semplice simpatizzante della nostra religione. La parola Foribal è inserita nel dizionario Yoruba- Portoghese come un verbo transitivo che significa venerare, adorare. Letteralmente il termine significa “mettere la testa al suolo”. Questo rituale è anche conosciuto con il nome di Fori()kànbal, che letteralmente significa “mettere la testa e il cuore al suolo”.  Questo si riferisce all’ atto di chinare la testa al suolo davanti alle divinità delle persone che in un certo modo hanno partecipato al rito di iniziazione e al proprio culto sacro.

Si può anche fare l’atto di Foribal a un anziano, denotando rispetto alla sua anzianità e ai suoi “anni di santo”. Durante questo saluto il Baba o la Ìyá toccano il suolo e la testa di chi si è prostrato davanti a loro, autorizzandolo in questo modo ad alzarsi e in seguito, alle persone che lo richiedono sarà data la benedizione degli Òrìsàs.

Esistono due modi di realizzare il Foribal. Uno denominato di Dbal destinato agli ìyáwò che sono stati iniziati agli Òrìà la cui essenza è maschile e Yíka per quelli di essenza femminile. Quest’ultimo si divide ancora in due gruppi; il gruppo di ÒunYemja e Nãnã e il gruppo di YewaOba e Oya. Le divinità maschili procedono sempre allo stesso modo.

In alcuni lignaggi, coloro che appartengono a Òrìànlá, fanno solamente Foribal per quelli che li hanno iniziati e consacrati dentro il mistero del culto. Per gli altri a cui devono il loro rispetto, solamente vi si inginocchiano di fronte con la testa inclinata verso il basso, e con la mano toccano il suolo e la testa per tre volte e chiedono la benedizione. Questo atto è chiamato Kúnlẹ-dojúde, letteralmente “inginocchiarsi con gli occhi in direzione del suolo”.

E’ importante rilevare che nella maggior parte dei Terreiros Tradizionali di Salvador nello Stato di Bahia, gli Òrìà non realizzano questo atto, solamente “si stendono a terra” senza mettere la testa, indipendentemente dal grado sacerdotale o stato della persona che si saluta. In questo modo, “stesi a terra” salutano l’Òrìà Tutelare della testa di questa persona e non l’essere umano propriamente detto. Se la persona fosse seduta, si alzerebbe e riceverebbe un abbraccio dall’ Òrìà.

Sempre quando c’è una cerimonia, prima di iniziare i riti, tutti devono fare Foribal al santuario delle divinità, denominato Pèpéle. In seguito si apprestano a salutare il Baba o la Ìyá e a seguire salutano tutto il corpo sacerdotale presente in ordine di anzianità nel Terreiro. Questo stesso procedimento si realizza quando arriviamo in una Casa di Candomblé.

Molto è stato perso oggi del Rito del Foribal. Nella maggior parte dei casi i membri di un Terreiro, arrivano, non si purificano con bagno di erbe prima di cambiarsi, saltano i saluti alle Divinità Primordiali della Casa, e salutano alla meno peggio il Corpo Sacerdotale, così come i propri fratelli e sorelle della comunità.

Testo: Baba Guido Olo Ajaguna

Fonte:http://ocandomble.com/2015/11/25/moforibale-o-ato-de-colocar-a-cabeca-no-chao/

 

 

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